Lagersprache

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Il campo di concentramento di Auschwitz.

Lagersprache ("lingua dei lager" in tedesco) era il linguaggio utilizzato nei lager nazisti. Era composta per una parte dal tedesco, l'unica lingua ammessa nei campi di concentramento, parlata dalle SS secondo un particolare vocabolario, impiegato per impartire ordini ai prigionieri; per un'altra parte era composta da una nuova lingua basata sulla mescolanza delle lingue dei paesi di origine dei deportati (polacco, russo, spagnolo, yiddish, ungherese, francese, italiano, ecc.) con il quale i prigionieri di diverse nazionalità comunicavano per lavorare, per procurarsi cose utili alla sopravvivenza, per evitare situazioni pericolose, per resistere. Lagersprache era così una sorta di lingua franca attraverso la quale gli internati provenienti da diversi paesi potevano capirsi.

Altri nomi per definire la lingua dei lager sono Lagerszpracha, Lagerjargon, Lagerdeutsch, Lageresperanto, Krematoriums-Esperanto[1].

Esempi di espressioni che fanno parte della lingua dei lager[2]:

Aso Espressione utilizzata dalla SS per indicare i prigionieri "asociali"
Davaj! Esortazione di lingua russa, per dire, ad esempio, "subito!"
Daj chleba Espressione di lingua polacca utilizzata per chiedere del pane
Ex Espressione utilizzata dalla SS; abbreviazione di "esecuzione"
Kapo Prigioniero a cui è attribuita la funzione di guida e controllo delle squadre di lavoro
Klepsi-klepsi Espressione di lingua greca utilizzata per indicare un furto
Links "Sinistra", in lingua tedesca. Si allude alle file che si formavano, durante la selezione dei prigionieri appena arrivati al lager. Chi è spostato a destra è "abile al lavoro", chi è spostato a sinistra è destinato alla morte nella camera a gas (ad esempio, gli anziani e i bambini)
Los! Espressione di lingua tedesca utilizzata per dire "dai!"
Makkaroni Espressione offensiva utilizzata per indicare i prigionieri italiani
Muselmann Prigionieri debilitati e ischeletriti per la fame. L'espressione ha probabilmente origine dal fatto che i movimenti delle mani e il ciondolare somigliassero ai gesti della preghiera islamica
Nix camela, nix travacho Espressione di lingua mista tedesca-spagnola che significa "niente mangiare, niente lavoro"
Organisieren Espressione di lingua tedesca, "organizzare", utilizzata dagli internati per dire "arrangiarsi", "sapersela cavare", "rubare"
Schnell! Espressione di lingua tedesca utilizzata per dire "veloce!"
Zu fünf! Espressione di lingua tedesca utilizzata per dire "in fila per cinque!"

Immagini sulla lingua dei lager

[modifica | modifica wikitesto]
  1. ^ Daniela Accadia, La lingua nei campi nazisti della morte (PDF), in I sentieri della ricerca. Rivista di storia contemporanea, n. 9-10, Crodo, Centro Studi “Piero Ginocchi”, 2009. URL consultato il 16 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  2. ^ Hans Maršálek, Storia del campo di concentramento di Mauthausen. Documentazione, edition Mauthausen, Vienna, 2008, Allegato Espressioni del lager (glossario)
  • Ariane Santerre, "Dialogisme et Lagerszpracha", in La Littérature inouïe: Témoigner des camps dans l'après-guerre, Rennes, Presses universitaires de Rennes, coll. "Interférences", 2022, pp. 105-150, ISBN 978-2-7535-8293-4.
  • Rocco Marzulli, Italiani nei lager. Linguaggio, potere, resistenza, Milano, Milieu, 2019, ISBN 978-88-319-7711-1.
  • Rocco Marzulli, La lingua dei lager. Parole e memoria dei deportati italiani, introduzione di Massimo Castoldi. Con tre saggi di Giovanna Massariello Merzagora, Roma, Donzelli, 2017, ISBN 978-88-6843-625-4.
  • (DE) Nicole Warmbold, Lagersprache. Zur Sprache der Opfer in den Konzentrationslagern Sachsenhausen, Dachau, Buchenwald, Verlag Hempen, 2009, ISBN 978-3-934106-62-8.
  • Daniela Accadia, La lingua nei campi nazisti della morte (PDF), in I sentieri della ricerca. Rivista di storia contemporanea, n. 9-10, Crodo, Centro Studi “Piero Ginocchi”, 2009. URL consultato il 16 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
  • Daniela Testa, Nel ventre di Babele. Il linguaggio dei Lager nazisti, Caserta, Spring, 2008, ISBN 978-88-87764-93-2.
  • (DE) Wolf Oschlies, Sprache in nationalsozialistischen Konzentrationslager. Theorie und Empirie der „Lagerszpracha“, 6 novembre 2004
  • Donatella Chiapponi, La lingua nei lager nazisti, Roma, Carocci, 2004, ISBN 88-430-3015-9.
  • (DE) Danuta Wesołowska, Wörter aus der Hölle. Die «lagerszpracha» der Häftlinge von Auschwitz, Cracovia, Impuls, 1998.
  • Primo Levi, I sommersi e i salvati, Torino, Einaudi, 1986.
  • Oliver Lustig, Dicționar de lagăr, Cartea Românească, 1982 (traduzione italiana: Dizionario del lager / Oliver Lustig, Scandicci, La nuova Italia, 1996)
  • Hans Maršálek, Die Geschichte des Konzentrationslagers Mauthausen. Documentation, Osterreichische lagergemeinschaft Mauthausen, Wien 1974 (traduzione italiana: Hans Maršálek, Storia del campo di concentramento di Mauthausen. Documentazione, edition Mauthausen, Vienna 2008, ISBN 978-3902605108)
  • Hermann Langbein, Menschen in Auschwitz, Vienna, Europaverlag, 1972 (traduzione italiana: Uomini ad Auschwitz : storia del più famigerato campo di sterminio nazista / Hermann Langbein ; prefazione di Primo Levi, Milano, Mursia, 1984)
  • Aldo Enzi, Il lessico della violenza nella Germania nazista, Bologna, Patron, 1971.
  • Hannah Arendt, Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil, Viking Press, 1963 (traduzione italiana: La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, Feltrinelli, Milano 1964)
  • Andrea Devoto, Il linguaggio del 'Lager': annotazioni psicologiche (PDF), in Il Movimento di Liberazione in Italia, n. 65, 1961, pp. 32-49.
  • Victor Klemperer, LTI - Notizbuch eines Philologen, Berlin, 1947 (traduzione italiana: LTI. La lingua del Terzo Reich. Taccuino di un filologo; prefazione di Michele Ranchetti; traduzione di Paola Buscaglione, Editrice La Giuntina, Firenze 1999, ISBN 978-88-8057-072-1)
  • (FR) Boris Ottokar Unbegaun, Les argots slaves des camps de concentration, in Mélanges 1945, V, Études linguistiques, Parigi, Les Belles Lettres, 1947, pp. 177-191.
  • Georges Straka, L'argot tchèque du camp de Buchenwald, in Revue des études slaves, vol. 22, n. 1-4, 1946, pp. 105-116.
  • (FR) Marcel Cressot, Le parler des déportés français du camp de Neuengamme, in le français moderne, n. 1, gennaio 1946, pp. 11-17.
  • (FR) L'argot de déportés en Allemagne, in le français moderne, n. 1, gennaio 1946, pp. 165-173.
  • (FR) Amsler, "Organisme" au camp de Dachau, in le français moderne, n. 3-4, luglio-ottobre 1945, p. 248.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]