Gaswagen

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Uno dei Gaswagen Magirus-Deutz nel campo di sterminio di Chełmno.

Un Gaswagen (traducibile dal tedesco come "camion del gas", in russo душегубка?, dushegubka) è un particolare tipo di autocarro senza finestre rinominato dai prigionieri "camion della morte" e dalla popolazione civile e le autorità del posto che «li vedeva comparire» come "macchine della morte"[1], utilizzato dai nazisti «per uccidere ebrei e altri prigionieri»[2] che ha anticipato le camere a gas per lo sterminio di un grande numero di ebrei durante la seconda guerra mondiale; è difficile stimare il numero delle vittime, ma Yad Vashem parla di circa 700000 persone gassate[2].

Ipotesi sull'utilizzo di Gaswagen nell'Unione Sovietica

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Secondo alcuni autori inglesi, dei prototipi di Gaswagen furono usati dai sovietici durante le Grandi purghe staliniste negli anni trenta.[3] Il capo della sezione moscovita del Narodnyj komissariat vnutrennich del (NKVD) Isay D. Berg avrebbe avuto l'idea di soffocare gruppi di prigionieri con fumi provenienti dal motore di un camioncino apparentemente adibito al trasporto di pane, come alternativa alla fucilazione. I cadaveri gassati sarebbero stati poi sistemati nelle fosse comuni di Butovo, dove si stima che un totale di circa 20000 condannati sarebbero stati sepolti e successivamente bruciati.[4] Tuttavia queste notizie sono state contestate da altri storici, ad esempio lo storico A. A. Milchakov sostiene che sia difficile provare la paternità di Berg sul Gaswagen perché Berg fu a sua volta vittima della Grande purga del 1939.[5]

Gaswagen durante il nazismo

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Walter Rauff, uno tra gli ideatori dei Gaswagen.

I camion erano prodotti da imprese tedesche quali la Diamond e la Opel (in particolare il modello Blitz) e dalla svizzera Saurer. Il funzionamento era abbastanza semplice. Questo tipo di veicoli aveva la capacità di contenere stipate un certo numero di persone nel cassone posteriore, sigillato internamente, ed in cui veniva fatto confluire il gas di scarico del motore. Funzionava quindi da camera a gas, uccidendo le persone alloggiate al suo interno con l'azione del monossido di carbonio (CO).[6]

Dato che questi camion spesso necessitavano di manutenzione, i prigionieri potevano vedere come erano costruiti anche al loro interno. Dalle loro testimonianze si sa che questi mezzi presentavano un lungo tubo di scappamento collegato all'interno del vano di carico, pertanto i condannati venivano asfissiati dai gas di scarico.[7]

Al suo interno il camion presentava un pavimento in assi di legno come le future "docce a gas", pareti laterali di colore bianco, con la porta stagna per non permettere ai gas iniettati di fuoriuscire.[7]

Robert Mohr, uno dei comandanti delle SS, può essere indicato come uno degli artefici di questa tipologia di camion. Alla sua unità che operava nei pressi di Stalino (oggi Donec'k) furono assegnati alcuni Gaswagen, a proposito dei quali dichiarò:[8]

«Vidi soltanto esternamente il "camion del gas" del Sonderkommando che incontrai a Stalino. Era un grande veicolo grigio che assomigliava ad una specie di autobus senza finestre.»

Altro ufficiale nazista implicato nello sviluppo di questi mezzi di distruzione di massa fu Walter Rauff.

Fin dall'inizio si preferì usare questo sistema per eliminare i prigionieri. Le fucilazioni di massa erano anti-economiche per la mentalità nazista e richiedevano molto più tempo. Nonostante i suoi vantaggi rispetto alle armi tradizionali, questa tecnica presentava alcuni svantaggi. Un primo punto a sfavore era la lentezza con cui i condannati morivano: ci volevano circa 20 minuti prima che rimanessero completamente asfissiati. Inoltre la loro morte non era per nulla tranquilla; le vittime morendo producevano forti urla, che, oltre a disturbare, potevano essere sentite anche da grandi distanze.

Questo sistema di uccisione fu abbandonato negli anni, poiché non riusciva a seguire il ritmo della logica di sterminio nazista. Oltretutto, alcuni dei militari addetti allo sterminio venivano colpiti da depressione, e conseguentemente si suicidavano, a causa dello spostamento dei corpi inerti dai camion alle fosse comuni. Anche per la loro lentezza nello sterminare i poveri destinati, nel 1943 si scoprì che un insetticida come lo zyklon B usato in agricoltura era in grado di velocizzare le operazioni di sterminio. Dopo alcuni studi della Bayer e della IG Farben si passò all'utilizzo di questo fitofarmaco nelle camere a gas.

Esempi di utilizzo da parte dei nazisti

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Alcuni prigionieri del campo di sterminio di Chełmno destinati ad entrare nei camion del gas.
A Chełmno nad Nerem
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Nel campo di sterminio di Chełmno, nei pressi del piccolo paese di Chełmno nad Nerem, in Polonia, erano attivi tre (forse quattro) camion che venivano adoperati come camere a gas. Dei tre, uno poteva contenere fino a 150-175 persone ed era probabilmente un Magirus.[9] Nel caso in cui si trasportassero bambini, il camion ne poteva contenere fino a 200. Gli altri due mezzi che erano in grado di trasportare 100 uomini erano un Opel Blitz e un Diamond Reo.[7][9]

In un archivio delle SS fu trovato un documento che recita:

«[...] Nel giro di sei mesi, tre di questi camion hanno "trattato" 97.000 "pezzi" senza inconvenienti di sorta.[10]»

A fine novembre 1941 a Koźminek in Polonia 700 ebrei furono asfissiati mediante l'utilizzo dei Gaswagen, nel campo di Bornhagen.[11]

Unione Sovietica

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A Rostov sul Don, in Russia, Mohr continuò le sue operazioni con i Gaswagen con l'aiuto di un tale di nome Heidelberger, dove vennero uccisi con il gas anche dei soldati russi precedentemente catturati.[8]

A Mineral'nye Vody

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Anche a Mineral'nye Vody (Russia) furono utilizzati i camion per sterminare gli ebrei. In particolare tra il 9 e il 10 settembre del 1942 circa 2000 ebrei vennero uccisi, taluni fucilati, altri soffocati con il gas.[11]

A Stalino in Ucraina Robert Mohr iniziò la sua sperimentazione con un Gaswagen, portato direttamente da Berlino sotto ordine dell'Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich, dal SS-Hauptscharführer Sackenreuther, che successivamente ebbe il solo compito di far funzionare il camion. Il 30 settembre 1941 le truppe ebbero a disposizione questi veicoli.[11] Tra il marzo e l'aprile 1942 grazie ad un camion di circa 5 tonnellate contenente circa 60 persone Mohr sterminò molti ebrei. Gli sterminatori dell'Einsatzgruppen successivamente dovevano rimuovere i cadaveri, spesso sporchi di urina e feci, e buttarli in un pozzo di una miniera.[8]

A Poltava sempre in Ucraina a inizio novembre 1941 furono utilizzati per la prima volta i Gaswagen.[11]

Anche a Minsk (Bielorussia) furono usati i Gaswagen. Infatti il GeneralKommissar Bielorusso Wilhelm Kube in un comunicato del 31 luglio 1942 informa il suo superiore che nelle ultime dieci settimane sono stati eliminati anche mediante l'utilizzo dei camion 55000 ebrei, 10000 solo a Minsk tra il 29 e il 30 luglio.[11]

Un dettagliato rapporto nazista sull'uso e lo scopo dei gaswagen

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I gaswagen, un metodo di sterminio di ebrei e altri prigionieri, il cui utilizzo doveva rimanere segreto, ma non rimase in effetti tale per alcuni "rapporti" inviati, regolarmente firmati dagli stessi nazisti e indirizzati ai loro superiori. Uno dei più importanti ed esaustivi documenti che descrivono l'uso, scopo e problemi dei gaswagen fu un rapporto dettagliato contenuto in una lunga missiva inviata a Walter Rauff, SS-Obersturmbannführer a Berlino, dal suo sottoposto dott. August Becker SS-Untersturmführer, chimico dell'RSHA (Reich Main Security Office) mentre era a Kiev. Tale rapporto è riportato dallo storico tedesco Reimund Schnabel alle pag. 254 - 256 della sua opera Il disonore dell'uomo (titolo originaleːMacht ohne Moral) è classificato dal mittente come "Pratica di Stato segreta", codificata come posta militare n. 37 704 B.n. 40/42 e inviata da Kiev il 16 maggio 1942 e dove si fa chiaro riferimento alla attività dei "gruppi" Einsatzgruppen.

Contenuto del rapporto

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Il dott. Becker annuncia la revisione terminata delle macchine dislocate presso il gruppo D e C e lamenta che mentre le macchine della prima serie possono essere utilizzate anche in condizioni atmosferiche non troppo cattive, le Saurer appartenenti alla seconda serie, soffrono la pioggia perché slittano anche con una piccola pioggia che poteva durare anche mezz'ora, una soluzione, suggerisce, sarebbe quella di utilizzarla solo nel luogo di esecuzione che in genere si trovava a 10-15 km dalle vie di comunicazione ed era già di sua natura luogo poco accessibile che diventava davvero problematico se poi pioveva. Quindi fa notare che «quando si portano in questo luogo i giustiziandi, essi si rendono subito conto di quanto sta per accadere e si inquietano, il che deve essere nei limiti del possibile evitato», l'unico metodo ad avviso di Becker era «caricarli sul posto di raccolta e quindi portarli via». Quindi asserisce di aver fatto mimetizzare i gaswagen del gruppo D come "carrozzoni viaggianti" con una o due imposte, visto che la popolazione del luogo e le autorità, appena le vedevano comparire, «le definiva macchine della morte». E aggiunge che a suo avviso anche se mimetizzate «non potranno a lungo essere tenute segrete».

Il rapporto prosegue quindi con una descrizione di manicotti rotti dei gaswagen e della colata di due nuovi manicotti, dopo aver fatto creare una forma ottenuta dalla gente del luogo, convinta con "la persuasione e la corruzione", mentre per i guasti minori avrebbero provveduto "le nostre officine" con i tecnici dei Kommandos o dei gruppi d'azione.

Il rapporto quindi prosegue «Ho inoltre disposto che nei limiti del possibile tutti gli uomini stiano lontano dalle macchine durante le gasazioni perché non risentano degli eventuali gas che fuoriescono [...] Ho fatto rilevare ai comandanti del Sonderkommandos quali enormi danni psichici e igienici questo lavoro possa comportare per gli uomini, se non subito, più tardi. Gli uomini si lamentano con me di dolori di testa che insorgono dopo ogni scarico. Ciò nonostante non si intende rinunciare a questa disposizione, perché si teme che, affidando il lavoro ai detenuti, questi possono approfittare di un momento favorevole e fuggire [...]»

Becker chiede quindi istruzioni su come risolvere il problema, lamentando per ultimo che le gasazioni non vengono fatte secondo le regole.
«Per finire l'azione al più presto, i conduttori fanno andare il motore a tutto gas. In questo modo i giustiziandi muoiono per soffocamento e non, come previsto, per assopimento. Ho dimostrato che, manovrando le leve in modo giusto, la morte subentra più in fretta e i detenuti si addormentano placidamente. Non si sono più visti, come per il passato, volti contratti né escrezioni.

Nel corso della giornata odierna continua il mio viaggio verso il gruppo B, dove potranno pervenirmi ulteriori notizie - f.to dottor Becker, SS-Untersturmführer»

  1. ^ «Ho fatto mimetizzare le macchine del gruppo D da carrozzoni viaggianti, facendo applicare su ciascun lato delle macchine piccole e grandi, rispettivamente una o due imposte come se ne vedono spesso nelle case rustiche di campagna. Le macchine erano diventate così note che non solo le autorità , ma anche la popolazione civile le definiva "macchine della morte" appena le vedeva comparire. Secondo me anche se mimetizzate, non potranno a lungo andare essere tenute segrete». - Kiev 15-5-1942, posta militare n. 32704, pratica di stato segreta, indirizzata all'SS-Obersturmbannführer Rauff - Berlino. Mittenteː dott.Becker SS-Untersturmführer, documento nazista riportato dallo storico tedesco Reimund Schnabel, Il disonore dell'uomo, pag. 255, Milano, Lerici editori, 1962.
  2. ^ a b Shoah Resource Center - Gas Vans (PDF), su yadvashem.org.
  3. ^ Catherine Merridale. Night of Stone: Death and Memory in Twentieth-Century Russia. Penguin Books, 2002 ISBN 0-14-200063-9 p. 200
  4. ^ Timothy J. Colton. Moscow: Governing the Socialist Metropolis. Belknap Press, 1998. ISBN 0-674-58749-9 p. 286
  5. ^ (RU) А.И. Солженицын, Двести лет вместе, vol. 2, Москва, Русский путь, 2002, p. 297, ISBN 5-85887-151-8.
  6. ^ Lo sterminio degli ebrei
  7. ^ a b c La storia di Simon Archiviato il 9 gennaio 2010 in Internet Archive.
  8. ^ a b c Robert Mohr Archiviato il 29 giugno 2010 in Internet Archive.
  9. ^ a b Chelmno - Kulmhof, su lager.it. URL consultato il 12 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2011).
  10. ^ Lager in Polonia, su monicacosta.net, marzo 2018. URL consultato il 1º settembre 2020 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2012).
  11. ^ a b c d e deportazione: prima dei lager
  • Ernst Klee, Willi Dreben, Volker Rieb, «Bei tempi» - Lo sterminio degli ebrei raccontato da chi l'ha seguito e da chi stava a guardare, (titolo originaleːSchöne Zeiten - Judenmord aus der Sicht der Täter und Gaffer), Firenze, Giuntina, 1990 (2005ːterza edizione), ISBN 978-88-8594-353-7.
  • Reimund Schnabel, Il disonore dell'uomo (titolo originaleːMacht ohne Moral), Milano, Lerici editori, 1962.

Voci correlate

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