Potere assoluto (film 1997)

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Potere assoluto
Clint Eastwood in una scena del film
Titolo originaleAbsolute Power
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1997
Durata121 min
Generethriller, drammatico, poliziesco
RegiaClint Eastwood
SoggettoDavid Baldacci
SceneggiaturaWilliam Goldman
ProduttoreClint Eastwood, Karen Spiegel
Casa di produzioneCastle Rock Entertainment e Malpaso Productions
Distribuzione in italianoMedusa Film
FotografiaJack N. Green
MontaggioJoel Cox
MusicheLennie Niehaus
ScenografiaHenry Bumstead, Jack G. Taylor Jr., Richard C. Goddard, Anne D. McCulley
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Potere assoluto (Absolute Power) è un film del 1997, diretto e interpretato da Clint Eastwood, basato sul romanzo omonimo di David Baldacci.

È stato presentato fuori concorso al 50º Festival di Cannes.[1]

Luther Whitney, ladro professionista, si introduce nella residenza del miliardario Walter Sullivan, un anziano filantropo considerato uno degli uomini più ricchi e potenti degli Stati Uniti e gran sostenitore del Presidente in carica fin dalla sua candidatura alla presidenza, per svuotargli il caveau.

Durante il furto, però, mentre si trova all'interno della camera blindata celata da un falso specchio nella stanza da letto di Sullivan, Luther è costretto a nascondersi perché si accorge della improvvisa presenza della giovane moglie di Sullivan, Christy, e di Alan Richmond, il Presidente degli Stati Uniti d'America, che si trovano lì per un incontro amoroso clandestino. A un certo punto, Richmond diventa sessualmente violento e Christy, per legittima difesa, prima gli spreme con forza i testicoli e poi lo accoltella al braccio con un tagliacarte. Richmond inizia a urlare chiedendo aiuto agli agenti dei Servizi Segreti Bill Burton e Tim Collin, i quali irrompono e sparano a Christy uccidendola, convinti che questa stia per uccidere a sua volta il Presidente degli Stati Uniti con il tagliacarte.

Sempre nascosto nel caveau, Luther assiste quindi alle operazioni organizzate da Gloria Russell, capo dello staff del Presidente, e dai due agenti, per eliminare ogni prova che possa ricondurre alla verità e per simulare un furto con scasso non riuscito per giustificare la morte della vittima. La scena del delitto viene accuratamente ripulita e rimessa in ordine e il Presidente viene condotto via dagli agenti, i quali dimenticano però accidentalmente il tagliacarte, rimasto nella stanza da letto. Luther s'impadronisce dell'arma e fugge dalla residenza con la refurtiva e l'arma incriminante, inseguito vanamente da Burton e Collin, che nel frattempo si erano accorti di non aver preso il tagliacarte. Collin riesce soltanto a prendere il numero di targa dell'auto di Luther, che diviene così un testimone scomodo da eliminare.

Il tenente Seth Frank è a capo delle indagini sull'omicidio. Sebbene Luther, già noto alle autorità come un ladro di alto profilo, diventi il principale sospettato, Frank non crede che sia l'assassino, ma Burton chiede a Frank di tenerlo informato sul caso e mette di nascosto sotto controllo il telefono del suo ufficio. Proprio mentre Luther sta per lasciare il paese, vede Richmond in televisione commiserarsi pubblicamente con il suo amico Sullivan per la perdita della giovane moglie: irritato e indignato da questa vera e propria sceneggiata, decide di non fuggire e far sì che Richmond sia smascherato.

La figlia di Luther, Kate, avvocato che esercita la funzione di pubblico ministero, accompagna Frank a casa di Luther in cerca di indizi e accetta d'incastrare suo padre, organizzando un incontro in un bar all'aperto dove la polizia può prenderlo in custodia, con la garanzia di Frank sulla sicurezza di Luther. Tuttavia, Burton viene a conoscenza del piano attraverso le intercettazioni telefoniche, e sia Collin che McCarty, un sicario assunto da un vendicativo Sullivan, si preparano a uccidere Luther. I due cecchini, ognuno ignaro dell'altro, cercano di sparare a Luther nel momento in cui incontra Kate ma entrambi, abbagliati dal riflesso di un grosso vetro, mancano il bersaglio e Luther riesce così a dileguarsi e poco dopo, raggiunge la figlia a casa e le spiega come sono andate realmente le cose.

Luther poi inganna Gloria Russell, inviandole la collana di diamanti di Christy in modo da farle credere che fosse un regalo del Presidente, e la Russell la indossa durante un evento alla Casa Bianca. Sospettando che Kate possa conoscere la verità, il presidente Richmond decide che debba essere eliminata. Quando Luther viene a sapere da Frank che i servizi segreti hanno Kate sotto controllo, corre di nuovo a Washington per proteggerla e arriva pochi istanti dopo che Collin ha spinto l'auto di Kate, con lei dentro, in un dirupo, senza però riuscire ad ucciderla. Successivamente, Collin si introduce poi nell'ospedale dove Kate è ricoverata fingendosi medico e tentando di iniettarle una siringa piena di veleno, ma anche in questo caso Luther sventa il tentativo, uccidendo Collin.

Poco dopo, Luther prende il posto dell'autista di Sullivan, accompagna quest'ultimo con la sua auto e gli racconta cosa sia realmente accaduto quella notte in cui la sua giovane moglie è stata uccisa, aggiungendogli di avergli già restituito tutti gli oggetti rubati in casa sua. Sullivan non ne è del tutto convinto fino a quando Luther non gli riporta il dialogo tra la moglie Christy e il presidente Richmond, con alcuni dettagli che solo lei poteva conoscere. Consegna poi a Sullivan il tagliacarte con il sangue e le impronte digitali di Richmond.

Luther accompagna quindi Sullivan fuori dalla Casa Bianca. Questi, ormai definitivamente convinto della buonafede di Luther, con il tagliacarte in mano riesce a passare i controlli di sicurezza ed entra nello studio ovale. Nel frattempo, allertato da Luther che il suo telefono è intercettato, Frank scopre che l'agente Burton si è suicidato e usa le prove che quest'ultimo ha lasciato per arrestare Gloria Russell. Poche ore dopo, in televisione, arriva la sconvolgente notizia che il presidente Richmond si è suicidato utilizzando un pugnale, ma in realtà è stato proprio Sullivan a pugnalarlo con il tagliacarte vendicando così la morte della moglie. Luther è quindi soddisfatto che la giustizia abbia finalmente prevalso e felice che sua figlia sia al sicuro, che faccia di nuovo parte della sua vita e che accetti la corte di Frank.

  1. ^ (EN) Official Selection 1997, su festival-cannes.fr. URL consultato il 2 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2013).

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