Pieridae

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Pieridae
Pieris napi
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumProtostomia
PhylumArthropoda
SubphylumTracheata
SuperclasseHexapoda
ClasseInsecta
SottoclassePterygota
CoorteEndopterygota
SuperordineOligoneoptera
SezionePanorpoidea
OrdineLepidoptera
SottordineGlossata
InfraordineHeteroneura
DivisioneDitrysia
SuperfamigliaPapilionoidea
FamigliaPieridae
Duponchel, 1835
Nomi comuni

Cavolaie

Sottofamiglie

Le Pieridae Duponchel, 1832 sono, con oltre 1 000 specie, una delle più ampie famiglie di farfalle diurne, appartenente alla superfamiglia Papilionoidea Latreille, 1802. Sono conosciute anche come Cavolaie.

Sono caratterizzate da colorazione bianca, gialla o arancione, dovuta probabilmente alla presenza del pigmento pterina, ritrovato solamente in questa famiglia di farfalle. Alla colorazione di base si accompagnano spesso macchie di differente colore e posizione a seconda delle specie, e spesso, del sesso dell'individuo (dimorfismo sessuale).
Tutte le sei zampe sono ben sviluppate e funzionanti in ambo i sessi, con unghie tarsali bifide.
Le antenne sono molto sottili e dotate di clave antennali ben sviluppate, di forma oblunga, compresse sui lati, e talvolta di colorazione differente rispetto ai restanti segmenti antennali.
Le ali presentano una disposizione caratteristica delle venature, ed è in particolar modo evidente la nascita della VI venatura dell'ala anteriore direttamente dal ramo radiale uscente dalla cella (2' e 3' vene radiali dall'alto fuse assieme), invece che dalla base del ramo come nei Lycaenidae, o da un ramo differente uscente sempre dal lato della cella come nei Papilionidae, sulle ali posteriori sono presenti due venature anali.
Le uova sono allungate, a forma di birillo, di norma con scanalature accentuate, deposte singolarmente o a gruppi.
I bruchi sono di forma cilindrica, con diametro più o meno omogeneo, e dotati spesso di peluria più o meno sviluppata e diffusa. Le specie della regione paleartica si alimentano principalmente su piante appartenenti alle famiglie delle Cruciferae, Leguminosae e Capparidaceae .
Le pupe presentano una un'escrescenza corniforme antero-centralmente la testa. Sono generalmente succinte e si attaccano alla pianta ospite o ad altro tipo di supporto adatto all'uso, tramite una fascia serica. Nella regione Paleartica gli unici Pieridae che presenta pupe abbandonate a terra appartengono al genere Zegris.

Distribuzione

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I Pieridae hanno distribuzione mondiale, ma si registrano i taxa più numerosi nei Tropici, e nella fascia temperata. In Europa e in Italia sono presenti principalmente le sottofamiglie Pierinae e Coliadinae, con i generi Pieris, Pontia, Anthocharis e Colias e molti altri meno numerosi.

La famiglia viene suddivisa in 4 sottofamiglie, per un totale di 80 generi e circa 1 100 specie:

Alcune specie

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La Cavolaia minore o Rapaiola (Pieris rapae Linnaeus, 1758 e Pieris mannii (Mayer, 1851)), rappresenta una delle specie di lepidotteri diurni responsabili dei danni economici inflitti alle colture di Cruciferae che vengono attaccate dal bruco.

La Cavolaia maggiore (Pieris brassicae Linnaeus, 1758), che presenta un bruco giallo e nero, è la più nociva per le coltivazioni infatti il suo nome deriva dalla famiglia di piante attaccate dal bruco (Brassicaceae = Cruciferae).

La Pieride del navone (Pieris napi Linnaeus, 1758), risulta di norma meno nociva, dal momento che il bruco predilige le malerbe della famiglia Cruciferae, rispetto alle varietà coltivate.

La Pieride del biancospino (Aporia crataegi Linnaeus, 1758), è abbastanza diffusa in Europa, e talora può attraversare il Canale della Manica. Questa specie è utilissima per gli studiosi alle prime armi in quanto le nervature nere su sfondo alare bianco sono molto evidenti.

La Pontia (gen. Pontia Fabbricius, 1807 s.l.) dalle tinte quasi mimetiche sono caratterizzate da voli potenti.

L'Aurora (Anthocharis cardaminensis Linnaeus, 1758), specie meravigliosa e con ben distinto dimorfismo sessuale. Il maschio presenta margini superiori delle ali anteriori arancioni, mentre la femmina presenta colorazione grigio-verde, nella stessa zona, e per questo si confonde facilmente con le specie del genere Euchloe.

La Cedronella (Gonepteryx rhamni Linnaeus, 1758), presenta un esempio di dimorfismo sessuale: il maschio è di un colore giallo brillante, mentre la femmina ha un colore tra il bianco e il verde chiaro, che appare bianco durante il volo. Gli adulti della specie vanno in ibernazione, e sono tra le prime farfalle a comparire agli inizi della primavera successiva. Simile a questa specie è anche la Cleopatra Gonepteryx cleopatra Linnaeus, (1767).

Alcune specie del vastissimo genere Colias hanno una generazione in primavera a sud delle Alpi, mentre all'inizio dell'estate migrano a nord verso le Isole Britanniche, dove sviluppano un'altra generazione verso luglio-agosto.

Altre specie degne di nota
  • (EN) Capinera, J. L. (Ed.), Encyclopedia of Entomology, 4 voll., 2nd Ed., Dordrecht, Springer Science+Business Media B.V., 2008, pp. lxiii + 4346, ISBN 978-1-4020-6242-1, LCCN 2008930112, OCLC 837039413.
  • (EN) Grimaldi, D. A.; Engel, M. S., Evolution of the insects, Cambridge [U.K.]; New York, Cambridge University Press, maggio 2005, pp. xv + 755, ISBN 978-0-521-82149-0, LCCN 2004054605, OCLC 56057971.
  • (EN) Kükenthal, W. (Ed.), Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies, a cura di Kristensen, N. P., collana Handbuch der Zoologie, Fischer, M. (Scientific Editor), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, Berlino, New York, Walter de Gruyter, 1999 [1998], pp. x + 491, ISBN 978-3-11-015704-8, OCLC 174380917.
  • (EN) Scoble, M. J., The Lepidoptera: Form, Function and Diversity, seconda edizione, London, Oxford University Press & Natural History Museum, 2011 [1992], pp. xi, 404, ISBN 978-0-19-854952-9, LCCN 92004297, OCLC 25282932.
  • (EN) Stehr, F. W. (Ed.), Immature Insects, 2 volumi, seconda edizione, Dubuque, Iowa, Kendall/Hunt Pub. Co., 1991 [1987], pp. ix, 754, ISBN 978-0-8403-3702-3, LCCN 85081922, OCLC 13784377.

Voci correlate

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