Pedro Damiano

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Il frontespizio del testo di Damiano: Libro da imparare giocare a scachi et de li bellissimi partiti

Pedro Damiano (in portoghese: Pedro Damião; Odemira, 14801544) è stato uno scacchista portoghese.

Nato in Portogallo da una famiglia di origini ebraiche, fu un farmacista di professione. In seguito al decreto di espulsione degli ebrei dal suo paese emanato nel dicembre del 1496 dal sovrano Manuele I fuggì in Italia e qui cambiò il suo nome nella versione italiana con cui è noto in tutto il mondo.

Il Libro da imparare giocare a scachi et de li bellissimi partiti

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In Italia Damiano scrisse il suo celeberrimo manuale Libro da imparare giocare a scachi et de li bellissimi partiti, che fu edito a Roma, in italiano, nel 1512. Il testo conobbe otto edizioni nel XVI secolo. Dedicò il libro a un gentiluomo esperto nell'arte militare, l'eccellentissimo signor Giovanni Giorgio Cesarino Romano.

Damiano descrive le regole del gioco, all'epoca già simili, ma non identiche, a quelle attuali (mancavano ad esempio arrocco e presa en passant), offre consigli sulla strategia, presenta una selezione di problemi di scacchi (i "partiti" citati nel titolo) tuttora molto famosi (vedi diagrammi) ed analizza alcune aperture. La maggior parte di questi problemi erano però già stati pubblicati da Lucena.

abcdefgh
8
a8 re del nero
b8 torre del nero
h8 torre del nero
a7 pedone del nero
e4 donna del nero
b2 torre del bianco
f2 donna del bianco
a1 re del bianco
b1 torre del bianco
8
77
66
55
44
33
22
11
abcdefgh
Matto in tre
abcdefgh
8
e8 donna del nero
f8 torre del nero
g8 re del nero
g7 pedone del nero
f6 pedone del nero
g6 pedone del bianco
e2 pedone del bianco
d1 donna del bianco
f1 torre del bianco
h1 torre del bianco
8
77
66
55
44
33
22
11
abcdefgh
Matto in cinque

In passato non esistevano regole chiare per la trascrizione delle partite; le caselle della scacchiera inoltre non erano necessariamente bianche e nere a colori alternati. Damiano contribuisce a fare chiarezza introducendo una notazione (la trascrizione alfanumerica delle partite) basata sulla numerazione delle case da uno a sessantaquattro, e fissando la consuetudine di avere le case a colori alternati. Il suo è infatti il più antico testo di scacchi in cui si ritrovi l'affermazione che il quadrato a destra della fila più vicina ad ogni giocatore deve essere bianco.

Ancora, Damiano dà suggerimenti su come giocare alla cieca (Arte de giocare alla mente), focalizzandosi principalmente sulla necessità di acquistare padronanza della notazione[1].

La teoria delle aperture

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Analizzando la teoria delle aperture, le uniche mosse d'esordio plausibili secondo Damiano sono 1.e4 e 1.d4, con una predilezione per l'apertura di re. Damiano suggerisce che, dopo 1.e4 e5 2.Cf3, la risposta migliore è 2…Cc6, mentre non è consigliabile 2…d6 (ora chiamata difesa Philidor). Damiano condanna 2…f6 etichettandola come la peggior difesa contro 2.Cf3, ma per un'ingiusta ironia della storia a questa apertura è stato dato il suo nome (difesa Damiano).

Nella sua analisi poi il farmacista lusitano prende in considerazione il cosiddetto giuoco piano, ora evolutosi anche come partita italiana, la difesa russa e il gambetto di donna accettato.

La sua teoria delle aperture fungerà in seguito da base per le rielaborazioni successive, segnatamente quelle operate dall'altro grande teorico iberico del XVI secolo, monsignor Ruy López de Segura.

Storia degli scacchi

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Nel suo libro Damiano afferma che gli scacchi sono stati inventati in Persia da Serse, dal cui nome, "Xerxes", attraverso lo "Xaţrandj" persiano e l'arabo "Shaţranj", fa etimologicamente derivare il termine portoghese "Xadrez" e lo spagnolo "Ajedrez" (all'epoca scritto e pronunciato "Axedrez").

  1. ^ H.J.R. Murray, A History of Chess (Oxford: Clarendon Press, 1913), pp. 788-89.

Collegamenti esterni

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