Ngola Mbandi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Ngola Mbandi
Re di Ndongo
In carica1617 –
1624
PredecessoreMbandi Ngola Kiluanji
EredeKaza Mbandi
SuccessoreHari Mbandi
NascitaN'dalatando, 1585 ca.
MorteKindonga, 1624
PadreMbandi Ngola Kiluanji
MadreKangela Cakombe o una concubina reale[1]

Ngola Mbandi, o Ngolambande (N'dalatando, 1585 circa – Kindonga, 1624), fu re di Ndongo, figlio di Mbandi Ngola Kiluanji e fratello di Nzinga Mbandi[2].

Alla morte del padre nel 1617, divenne re di Ndongo[3]. Preoccupato che la sorella potesse sottrargli potere, ordinò l'esecuzione di suo figlio, ancora bambino[4]. Ngola Mbandi cercò di respingere le avanzate delle truppe portoghesi, ma nel 1618 i regni Ndongo e Matamba vennero attaccati dal governatore Luis Mendes de Vasconcellos, alleati con gli Imbangala[3], in tre campagne militari: nel 1618, 1619 e nel 1620[5]. I Portoghesi entrarono nella capitale Kabasa nel 1619[6].

Completamente sconfitto, Ngola Mbandi dovette ritirarsi sull'isola fortificata di Kindonga, sul fiume Cuanza, all'estremo occidente del suo regno[6][7]. I Portoghesi deportarono decine di migliaia di sudditi Kongo in Brasile o nelle Indie spagnole come schiavi[5], mentre bande di Imbangala e di coloni Portoghesi saccheggiavano il paese[8]. Il governatore de Vasconcellos, alleato con nobili kongo dissidenti, piazzò sul trono un cugino di Ngola Mbandi di un ramo cadetto, Hari a Kiluanji[5]. Ngola Mbandi tentò di trovare un accordo con i governatori portoghesi per allontanare gli Inbangala e riprendere il controllo delle sue terre, ma venne ripetutamente disingannato[7]. Morì misteriosamente[9], probabilmente suicida[6], nel 1624[10], lasciando un figlio ancora bambino[7]. Gli succedette sua sorella Nzinga Mbandi, ricordata in tutto il continente africano come una leader dalle notevoli capacità, per il suo acume politico e diplomatico, così come per le sue brillanti tattiche militari[11].

  1. ^ (EN) John K. Thornton, Legitimacy and Political Power: Queen Njinga, 1624-1663, in The Journal of African History, vol. 32, n. 1, 1991, pp. 25–40. URL consultato il 16 agosto 2023.
  2. ^ (EN) Works Issued by the Hakluyt Society, The Society, 1901, p. 142.
  3. ^ a b (EN) Jan Vansina, The Foundation of the Kingdom of Kasanje, in The Journal of African History, Vol. 4, n. 3, 1963, p. 370. URL consultato il 15 agosto 2023.
  4. ^ (FR) Nzinga Mbandi, reine du Ndongo et du Matamba, UNESCO, 2014, ISBN 9232000261. URL consultato il 15 agosto 2023.
  5. ^ a b c (EN) Linda M. Heywood e John K. Thornton, In Search of the 1619 African Arrivals: Enslavement and Middle Passage, in The Virginia Magazine of History and Biography, vol. 127, n. 3, 2019, p. 208. URL consultato il 15 agosto 2023.
  6. ^ a b c (EN) John Thornton e Andrea Mosterman, A Re-Interpretation of the Kongo-Portuguese War of 1622 According to New Documentary Evidence, in The Journal of African History, vol. 51, n. 2, 2010, p. 237. URL consultato il 15 agosto 2023.
  7. ^ a b c (EN) Anthony Appiah e Henry Louis Gates (Jr.), Encyclopedia of Africa, Oxford University Press, 2010, p. 224, ISBN 978-0-19-533770-9. URL consultato il 15 agosto 2023.
  8. ^ (EN) L. Heywood e J. Thornton, Central Africans, American Creoles, and the Foundation of the Americas, pp. 125-135.
  9. ^ (EN) Donald Burness, "Nzinga Mbandi" and Angolan Independence, in Luso-Brazilian Review, vol. 14, n. 2, 1977, p. 225. URL consultato il 15 agosto 2023.
  10. ^ (EN) Anthony Appiah e Henry Louis Gates (Jr.), Ndongo, in Africana: The Encyclopedia of the African and African American Experience, Oxford University Press, 2005, p. 191, ISBN 978-0-19-517055-9. URL consultato il 14 agosto 2023.
  11. ^ (EN) Jessica Snethen, Queen Nzinga (1583-1663), su blackpast.org. URL consultato il 3 febbraio 2021.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]