Melodic metalcore

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Melodic metalcore
Origini stilisticheMelodic death metal
Metalcore
Post-hardcore
Strumenti tipicichitarra, basso, batteria
PopolaritàPopolare dalla metà degli anni 2000
Generi correlati
Electronicore - Mathcore - Deathcore - Easycore - Progressive metalcore - Post-metalcore

Il melodic metalcore è un genere musicale che fonde le caratteristiche tipiche del melodic death metal con hardcore punk, metalcore e, occasionalmente, emo.[1]

Caratteristiche

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Gli All That Remains in concerto all'Ozzfest nel 2006

I gruppi musicali melodic metalcore possiedono grandi influenze, nei riff di chitarra e nello stile di componimento, provenienti dal melodic death metal svedese, specialmente da band come At the Gates,[2] Arch Enemy, In Flames e Soilwork.[3] Nonostante lascino molto spazio all'utilizzo di melodie strumentali, una delle caratteristiche più importanti è la compresenza dello stile di canto pulito e, all'opposto, di tecniche death come growl e screaming. Può presentare anche riff di chitarra armonici, tremolo picking, batteria a doppio pedale e breakdown in puro stile metalcore.[4][5][6] Non è raro, infine, trovare delle influenze provenienti dal glam metal anni ottanta: in alcuni gruppi, come i Shadows Fall, questa caratteristica è stata apprezzata,[7] mentre in altri è stata decisamente criticata.[8]

Nei primi anni 2000, alcuni gruppi diedero vita a questo nuovo ramo della musica metalcore, in collaborazione con etichette discografiche come Century Media Records e Metal Blade Records.

Più tardi, la popolarità del genere crebbe: nel 2004, ad esempio, l'album degli Shadows Fall The War Within debuttò in posizione numero 20 nella Billboard 200;[9] il singolo Two Weeks degli All That Remains raggiunse 9ª posizione presso la classifica Mainstream Rock Tracks e la 38ª nella Modern Rock Tracks; nel 2007, il singolo Nothing Left degli As I Lay Dying fu nominato per un Grammy Award nella categoria "Best Metal Performance". An Ocean Between Us (l'album contenente Nothing Left) stesso riscosse un gran successo, debuttando in ottava posizione nella Billboard 200. Il terzo album dei Bullet for My Valentine, Fever, debuttò, invece, in 3ª posizione, vendendo più di 71 000 copie negli Stati Uniti nella prima settimana e più di 21.000 nel Regno Unito solo in tutto il 2010.

Anche i The Devil Wears Prada ottennero un discreto successo con il loro terzo album, With Roots Above and Branches Below, raggiungendo l'undicesima posizione nella Billboard 200.[10] I Trivium raggiunsero la top 25 in diverse classifiche nazionali, e la top 10 in Australia e Regno Unito, conquistando anche un disco d'oro in quest'ultimo Stato. L'album del 2011 Dead Throne del The Devil Wears Prada debuttò in nona posizione nella Billboard 200, vendendo 32 400 copie nella prima settimana.[11]

  1. ^ Cosmo Lee e Stewart Voegtlin, Into the void: Stylus Magazine's Beginner's Guide to Metal - Article - Stylus Magazine, su stylusmagazine.com, Stylus Magazine. URL consultato il 17 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2009).
  2. ^ D. Taylor, Jason, Suicide Notes and Butterfly Kisses, su allmusic.com, AllMusic. URL consultato il 24 giugno 2008.
    «Atreyu's debut album, Suicide Notes and Butterfly Kisses, is an invigorating foray into melodic metalcore in the vein of Darkest Hour, Poison the Well, and Eighteen Visions.»
  3. ^ Arch Enemy – Black Earth (Reissue), Metal Injection, 28 agosto 2007. URL consultato il 24 giugno 2008.
  4. ^ Ignominious Incarceration – Of Winter Born, su waytooloud.com, Way Too Loud!, 30 aprile 2009. URL consultato il 12 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2015).
  5. ^ It's Through the Approach, in El Paisano, 12 settembre 2007. URL consultato il 24 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2009).
  6. ^ Suicide Notes and Butterfly Kisses review, in mp3.com (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2009).
  7. ^ (EN) Dan Epstein, The Brewtal Truth, Revolver Magazine, novembre 2004, p. 65..
  8. ^ (EN) Taste of Chaos, Revolver Magazine, giugno 2008, p. 110.
  9. ^ Shadows Fall to Co-Headline Sounds of the Underground, in Blabbermouth.net. URL consultato l'11 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2011).
  10. ^ (EN) With Roots Above and Branches Below Archiviato il 2 novembre 2012 in Internet Archive.
  11. ^ Lady Antebellum 'Own' the Billboard 200 with Second No. 1 Album, in Billboard.com, 14 settembre 2009. URL consultato il 20 ottobre 2011.

Collegamenti esterni

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