La lunga notte - La caduta del Duce

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
La lunga notte - La caduta del Duce
PaeseItalia
Anno2024
Formatoserie TV
Generedrammatico, biografico, storico, in costume
Episodi6
Durata51-60 min (episodio)
Lingua originaleitaliano
Rapporto16:9
Crediti
IdeatoreFranco Bernini
RegiaGiacomo Campiotti
SoggettoFranco Bernini, Bernardo Pellegrini
Sceneggiatura
  • Franco Bernini, Bernardo Pellegrini
  • con la consulenza storica di Pasquale Chessa
Interpreti e personaggi
FotografiaStefano Ricciotti
MontaggioDavide Miele
MusicheCarmine Padula
Scenografia
Costumi
Trucco
Effetti specialiFabio Tomassetti
ProduttoreMarta Aceto, Luca Barbareschi
Produttore esecutivoGiulio Cestari, Claudio Gaeta
Casa di produzioneRai Fiction, Èliseo Entertainment
Prima visione
Dal29 gennaio 2024
Al31 gennaio 2024
Rete televisivaRai 1

La lunga notte - La caduta del Duce è una serie televisiva italiana del 2024, diretta da Giacomo Campiotti.

Vengono narrate le tre settimane precedenti la notte tra il 24 e il 25 luglio 1943, quando si svolse l’ultima riunione del Gran consiglio del fascismo (organo supremo presieduto da Benito Mussolini) che sancì la fine del regime fascista.[1]

Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi de La lunga notte - La caduta del Duce.
Titolo Pubblicazione Prima TV
1 Episodio 1 29 gennaio 2024 29 gennaio 2024
2 Episodio 2
3 Episodio 3 30 gennaio 2024
4 Episodio 4
5 Episodio 5 31 gennaio 2024
6 Episodio 6

Distribuzione

[modifica | modifica wikitesto]

La serie, composta da 6 episodi, viene trasmessa in prima visione e in prima serata su Rai 1 il 29, 30 e 31 gennaio 2024. In contemporanea con la messa in onda del primo episodio il 29 gennaio, l'intera serie è stata caricata sulla piattaforma streaming RaiPlay.

Le riprese iniziarono a novembre 2022 e durarono 15 settimane.[2]

La serie è stata girata in diversi luoghi storici di Roma: tutte le scene ambientate a Palazzo Venezia, sede del governo durante gli anni del regime, sono state in realtà girate al Palazzo della Cancelleria; qui la celebre Sala dei Cento Giorni, affrescata dal Vasari in stile manierista, è adibita a ufficio di Mussolini. Le scene ambientate al Palazzo del Quirinale, all'epoca residenza ufficiale del Re d'Italia, sono state girate alla Galleria Doria Pamphilj nelle scene con protagonista Vittorio Emanuele III, mentre la cerimonia della consegna del collare dell'Annunziata a Dino Grandi è invece stata girata a Palazzo Altemps. Le scene ambientate nei giardini del Quirinale sono in realtà i giardini di Palazzo Farnese. L'abitazione di Galeazzo Ciano ed Edda Mussolini è Villa Ciolfi, in viale delle Terme di Caracalla. Le scene ambientate a Villa Torlonia, residenza di Mussolini, furono girate nell'effettiva villa utilizzata dal Duce dal 1925 al 1943; sono presenti anche alcuni interni del Casino Nobile. Le scene nella sede del Partito Nazionale Fascista, che si trovava a Palazzo Wedekind, in Piazza Colonna, sono state girate all'Istituto storico e di cultura dell'Arma del genio. Le scene in cui la principessa Maria José del Belgio riceve i suoi ospiti a colloquio sono girate al Museo Hendrik Christian Andersen. Una scena tra Vittorio Emanuele III e Grandi, ambientata a Villa Ada, è stata girata a Villa Grazioli, a Grottaferrata. L'incontro tra Mussolini e Hitler a Villa Gaggia a Feltre, è stato girato a Villa Tuscolana a Frascati.[3] La sede dell'OVRA è ambientata in piazza del Seminario a Tivoli.[2]

«[...] La lunga notte ci riporta indietro nel tempo, non quello storico ma quello drammaturgico. Sembra uno sceneggiato degli anni 70, tipo Io e il duce di Nicola Badalucco e Alberto Negrin: stesso tipo di recitazione, ancorata ai modelli della fiction Rai del passato. A parte Boni che regge bene l'intero impianto e restituisce sfumature e spigolature di Grandi, il Mussolini interpretato da Duccio Camerini rimane piatto, in superficie. Stesso impianto narrativo, scolastico, didattico, senza quel guizzo inventivo capace di spiazzare le attese. Stesso affresco storiografico con quelle ricostruzioni che sembrano più fondali teatrali che set cinematografici. Il racconto risulta monodimensionale, tanto essenziale nella ricostruzione storica quanto ridondante ed eccessivo nella forma dialogica, nella dimensione caricaturale dei personaggi e nella loro rappresentazione fascistica. La figlia Edda perde soldi al poker e il padre le ricorda: «Edda tu sei una Mussolini, e i Mussolini non perdono» (il tono assertivo non porta bene). Anche la casa reale non scherza in quanto a frasi celebri: «I Savoia regnano uno alla volta» (motto poi fatto proprio dagli Agnelli). Poteva essere un period drama (la fiction storica in costume) o un political drama (la fiction che svela i meccanismi e gli intrighi del potere) e invece rimane solo un melodramma, un provinciale gioco di coppie: i Mussolini (più Petacci), i Grandi, i Savoia (principi), i Ciano, con le figure femminili relegate sullo sfondo.»

«[...] Lasciamo perdere regia (Giacomo Campiotti), attori, ambientazione, l'automobile che nel 1943 non esisteva, eccetera eccetera... La questione è un'altra. È lecito domandarsi di chi sia stata, se c'è stata, la consulenza storica per la stesura della sceneggiatura. Perché sui fatti del 25 luglio si è tanto scritto e detto, nel corso dei decenni. E nessuno, dico nessuno storico di valore, ha potuto rivendicare di aver scoperto la vera verità. Non per cattiva volontà o incompetenza. Semplicemente perché la ricostruzione esatta di quei giorni è stata impedita, finora, dalla mancanza di documenti e testimonianze attendibili. Certi sono il voto del Gran Consiglio, l'arresto di Mussolini, la mancata reazione della Milizia, la nomina di Badoglio, la delusione dei gerarchi, la guerra che continua. Il resto è nebbia. [...] Un Re che, peraltro, nella fiction, sembra fino all'ultimo un imbecille smidollato, che si arrabbia con il principe Umberto per l'attivismo di Maria José. Insomma, un Re contrario alla svolta, pauroso, che il giorno dopo fa però arrestare Mussolini, spinto dal ministro della Real Casa Acquarone. [...] Si dirà: ma tanto è solo una fiction, non un documentario, o docu-film, come si chiamano oggi. Vero. Ma i telespettatori possono legittimamente pensare che il suo contenuto corrisponda alla verità. Il che fattualmente non è. Sarebbe stato necessario, almeno, non commettere errori madornali, sia nel singolo episodio, sia nel tratteggiare la personalità e le speranze dei protagonisti. Per dirne una, di Galeazzo Ciano si può pensare tutto il male possibile, per un verso o per l'altro, ma non farlo passare come un gagà cretino. Non lo era. Sarebbe stato necessario per onestà e per rispetto di chi guarda, fiducioso di imparare qualcosa. [...] Per evitarli, gli errori, per evitare l'effetto fumettone, compresi i ruoli della Petacci e di Umberto, con un Mussolini in grado di ricattarlo grazie ai rapporti segreti sulle sue presunte inclinazioni sessuali, bastava farsi aiutare da uno storico competente in materia. Ce ne sono. E non pochi. O almeno leggere un libro. E capirlo. Resta il fumettone. Resta l'occasione mancata. [...].»

Colonna sonora

[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora della fiction è stata interamente composta, orchestrata e diretta da Carmine Padula. Le parti orchestrali sono state incise presso i Forum Studios di Roma con l'Orchestra Italiana del Cinema mentre le parti corali sono state eseguite dal Coro Filarmonico Campano in collaborazione con i Cori Uniti del Cilento e incise presso il Teatro Leo De Berardinis a Vallo della Lucania.

L'album dell'intera colonna sonora è stato pubblicato in versione digitale dall'editore Rai Com.[6]

  1. History is now – 3:05
  2. La Lunga Notte – 2:49
  3. Le decisioni irrevocabili – 3:01
  4. Essentia – 2:23
  5. Tema di Grandi – 2:21
  6. Resa dei Conti – 3:57
  7. Marcia Imperiale – 2:01
  8. Cospirazione – 3:32
  9. Freedom – 1:36
  10. Focus – 1:24
  11. Edda Ciano – 0:45
  12. Dark Side – 2:36
  13. Requiem for Furio – 1:09
  14. Tema di Mussolini – 1:32
  15. Royal Love – 3:14
  16. Nazi March – 1:54
  17. Tempus Fugit – 2:03
  18. Vox – 1:28
  19. Gran Consiglio del Fascismo – 2:19
  20. Valzer dell'addio – 3:08
  21. La caduta del Duce – 1:37
  1. ^ Paolo Sutera, La lunga notte, la conferenza stampa della miniserie in onda su Rai 1 in liveblogging, su tvblog.it, 23 gennaio 2024. URL consultato il 23 gennaio 2024.
  2. ^ a b La Lunga Notte, tutte le location della fiction Rai a Roma: ecco dove è stata girata, su canaledieci.it, 31 gennaio 2024. URL consultato il 2 febbraio 2024.
  3. ^ Tutte le location in cui è stata girata la fiction “La lunga notte”, su finestresullarte.info, 31 gennaio 2024. URL consultato il 2 febbraio 2024.
  4. ^ Aldo Grasso, La serie su Mussolini, un melodrammatico gioco di coppie, in 30 gennaio 2024.
  5. ^ “La lunga notte” senza verità, su gianniscipionerossi.it, 1º febbraio 2024. URL consultato il 2 febbraio 2024.
  6. ^ “La lunga notte. La caduta del Duce”. Carmine Padula compone la colonna sonora della serie di Rai 1 - Rai Com, su raicom.rai.it, 23 gennaio 2024. URL consultato il 30 gennaio 2024.

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]