Intsia bijuga

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Intsia bijuga
Stato di conservazione
Vulnerabile[1]
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superrosidi
(clade)Rosidi
(clade)Eurosidi
(clade)Fabidi
OrdineFabales
FamigliaFabaceae
SottofamigliaDetarioideae
TribùAfzelieae
GenereIntsia
SpecieI. bijuga
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
OrdineFabales
FamigliaFabaceae
SottofamigliaCaesalpinioideae
TribùDetarieae s.l.
GenereIntsia
SpecieI. bijuga
Nomenclatura binomiale
Intsia bijuga
(Colebr.)Kuntze
Sinonimi

Afzelia bijuga
A.Gray
Afzelia cambodiensis
Hance
Afzelia retusa
Kurz
Eperua decandra
Blanco
Intsia amboinensis
DC.
Intsia cambodiensis
(Hance)Pierre
Intsia madagascariensis
DC.
Intsia moelebei
Vieill.
Intsia retusa
(Kurz)Kuntze
Intsia tashiroi
Hayata
Jonesia monopetala
Hassk.
Jonesia triandra
Roxb.
Macrolobium amboinense
Hassk.
Macrolobium bijugum
Colebr.
Outea bijuga
(Colebr.)DC.
Pahudia hasskarliana
Miq.
Tamarindus intsia
Spreng.

Nomi comuni

ipil, kwila, taal

Intsia bijuga è un albero della famiglia delle Fabacee originario dell'Indo-Pacifico.[2]

Alcuni dei nomi comuni con la quali la pianta è conosciuta includono ipil, kwila e taal, quest'ultimo attestato in alcune aree delle Filippine[3]

Può raggiungere i 50 metri d'altezza. Differisce da Intsia palembanica per il numero di foglioline che formano le loro foglie composte[4].

Distribuzione e habitat

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Il suo areale si estende dalla Tanzania dal Madagascar, attraverso l'India, il sud-est asiatico e l'Indonesia sino all'Australia, e alle isole Figi e Samoa.[1]

Il suo habitat sono le rive dei torrenti delle foreste pluviali di pianura e i margini delle mangrovie.[1][5]

Conservazione

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La Lista rossa IUCN classifica Intsia bijuga come specie vulnerabile.[1]

Secondo Greenpeace grandi quantità legno di ipil in commercio provengono dal taglio illegale, perciò l'ONG ne scoraggia il commercio. In base alle stime dell'organizzazione al tasso di disboscamento attuale I. bijuga sarebbe destinato ad estinguersi entro 35 anni[6]

La corteccia e le foglie trovano impiego nella medicina tradizionale. Il legno, chiamato kwila, è assai durevole e resistente alle termiti, motivo per cui è considerato un materiale pregiato per diversi scopi, tra cui la realizzazione di pavimentazioni. L'albero può avere le venature di un colore tendente all'oro. A causa della diffusione del taglio di Intsia bijuga per il suo legname, è minacciato in molte zone del sud-est asiatico e in alcune è addirittura quasi completamente scomparso[7]. Ingenti quantitativi di legname furono impiegati nella costruzione degli impianti per le Olimpiadi del 2008 dalla Cina, principale paese importatore[6]. .

I. bijuga, localmente conosciuto come ifit, è l'albero ufficiale del territorio statunitense di Guam.[senza fonte]

  1. ^ a b c d (EN) World Conservation Monitoring Centre 1998, Intsia bijuga, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 15/4/2020.
  2. ^ (EN) Intsia bijuga, in Plants of the World Online, Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 15 aprile 2020.
  3. ^ Tree Conservation Information Service, su unep-wcmc.org, UNEP-WCMC, 5 settembre 2007. URL consultato il 23 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2007)..
  4. ^ Tropical Legumes: Resources for the Future : Report of an Ad Hoc Panel of the Advisory Committee on Technology Innovation, Board on Science and Technology for International Development, Commission on International Relations, National Research Council, National Academies, 1979, p. 216.
    «Intsia bijuga and Intsia palembanica differ mainly in the number of leaflets that make up their compound leaves. Both are native to tropical rainforests in Southeast Asia and the islands of the southwest Pacific.»
  5. ^ (EN) Puccio P., Intsia bijuga, su monaconatureencyclopedia.com. URL consultato il 15 aprile 2020.
  6. ^ a b Michael Bristow, China trade threatens tropical trees, BBC, 6 luglio 2007.
  7. ^ Wild Singapore

Altri progetti

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