Giuseppe Airenti

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Giuseppe Airenti

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato10 marzo 1876 –
24 agosto 1882
Legislaturadalla XII (nomina 28 febbraio 1876) alla XIV
Tipo nominaCategoria: 3
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Durata mandato18 febbraio 1861 –
8 febbraio 1865[1]

Durata mandato12 marzo 1865 –
30 aprile 1866[1]

Durata mandato5 dicembre 1870 –
28 febbraio 1876
LegislaturaVIII, IX, XI, XII
Gruppo
parlamentare
Destra
CollegioPorto Maurizio
Sito istituzionale

Deputato del Regno di Sardegna
Durata mandato28 gennaio 1855 –
17 dicembre 1860
LegislaturaV, VI, VII
Gruppo
parlamentare
Destra
CollegioPorto Maurizio
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studio
  • Laurea in Giurisprudenza
  • Laurea in Teologia
ProfessioneAvvocato

Giuseppe Carlo Airenti (Porto Maurizio, 13 giugno 1821Dolcedo, 24 agosto 1882) è stato un avvocato e politico italiano.

Fratello di Antonio, deputato al Regno di Sardegna, era stato avviato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica. Si laureò in teologia all'Università di Torino, ma nel 1849 dismise l'abito talare e si laureò in giurisprudenza ed entrò nella magistratura[2]. Dopo la morte prematura del fratello decise di intraprendere la carriera politica e fu eletto nel collegio di Porto Maurizio alla Camera dei deputati del Regno di Sardegna nelle elezioni suppletive del 1855[3].

Deputato dal 1855 per 7 legislature di fila, alla Camera dei deputati del Regno di Sardegna e poi alla Camera dei deputati del Regno d'Italia, il 28 febbraio 1876 viene nominato senatore dal re Vittorio Emanuele II d'Italia.

Prima di entrare in Parlamento ricopre la carica di Sindaco a Gazzelli (oggi frazione del Comune di Chiusanico) e a Dolcedo.

La città di Imperia gli ha dedicato una via (dal 1923 la città di Porto Maurizio e quella di Oneglia sono state unificate col nome di Imperia).

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria
  1. ^ a b Dimissioni.
  2. ^ Calani, pp. 11-12.
  3. ^ Atti della Camera, 5 febbraio 1855
  4. ^ Giuseppe Airenti, su Patrimonio dell'Archivio storico Senato della Repubblica - senato.it. Modifica su Wikidata

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