Falso movimento

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Falso movimento
Hans Christian Blech, Nastassja Kinski, Rüdiger Vogler e Hanna Schygulla
Titolo originaleFalsche Bewegung
Lingua originaletedesco
Paese di produzioneGermania
Anno1975
Durata103 min
Generedrammatico
RegiaWim Wenders
SoggettoJohann Wolfgang Goethe (romanzo)
SceneggiaturaPeter Handke
FotografiaRobby Müller
MontaggioPeter Przygodda
MusicheJürgen Knieper
ScenografiaHeidi Lüdi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Falso movimento (Falsche Bewegung) è un film del 1975, diretto da Wim Wenders, ispirato al romanzo Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di Johann Wolfgang von Goethe. Fa parte della cosiddetta "Trilogia della strada", secondo film in ordine di tempo dopo Alice nelle città (1973) e prima di Nel corso del tempo (1975).

Wilhelm Meister è un giovane aspirante scrittore, in viaggio dalla città natale Glückstadt a Bonn. Meister fugge da una madre oppressiva e dal suo passato. Viaggiando da un posto all'altro della Germania occidentale, l'uomo raccoglie attorno a sé uno strano gruppo di amici, per poi giungere, da solo, sullo Zugspitze, al confine fra Germania ed Austria.

Sceneggiatura

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Il film nasce dalla collaborazione a distanza fra il regista e lo scrittore Peter Handke. Dopo la lettura dell'opera di Goethe, "Wilhelm Meisters Lehrjahre" ("Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister") sentono il bisogno di ripensare e riflettere per raccogliere le idee su una loro personale rielaborazione.

Peter Handke dichiara in un'intervista:

«Intendevo trattare la situazione storica di chi se ne va, di chi si mette in cammino per imparare, per diventare altro, per diventare dunque tutto quel movimento. Era anche quanto ha interessato Goethe: un movimento, lo sforzo di intraprendere un movimento. La coscienza e il paesaggio tedesco sono molto mutati da allora, trasformandosi in peggio. Il grande gesto ancora possibile duecento anni fa si realizza nella mia sceneggiatura unicamente come esplosione all'interno della storia e rientra nella realtà soltanto sfiorandola.»

Wim Wenders racconta:

«All'origine di Falso movimento c'è la voglia di scoprire la Germania, di fare un viaggio attraverso il mio paese, dal punto più a nord a quello più a sud, dalla riva del mare alla cima più alta. Ho cercato sulla cartina una località molto a nord e ho scelto una cittadina unicamente per il suo nome, Gluckstadt, cioè "città della fortuna", senza esserci mai stato. Il film doveva finire sulla vetta più alta, la Zugspitze

«Tutti i paesaggi di Falso movimento hanno la possibilità in sé di essere belli, di essere meravigliosi; ma ne hanno solo la possibilità. A causa della storia questi paesaggi-personaggi sono orribili. La loro bellezza deve essere scoperta, ciò che si vede è la brutalità della Storia, quel che la Storia ne ha fatto.»

Il film può essere interpretato come una riflessione sul meccanismo e sulla funzione della scrittura: i personaggi si scambiano sogni, ricordi, confessioni, storie. Lunghe conversazioni si intrecciano mentre camminano per le strade della città, o sono in treno, o sono ospiti nella villa dell'industriale. La liberazione delle ansie, delle paure, dei rimorsi è affidata alla parola, al racconto. Sembrano personaggi in cerca d'autore e ripongono la speranza che il loro vissuto offra spunti e materiali a Wilhelm, lo scrittore.[1]

  1. ^ Filippo D'Angelo, Wim Wenders, pp. 68-76
  • L'idea di partenza, Firenze, Liberoscambio, 1983.
  • Giovanni Spagnoletti e Michael Töteberg (a cura di), Stanotte vorrei parlare con l'angelo. Scritti 1968-1988, Milano, Ubulibri, 1989, ISBN 978-8877480903.
  • L'atto di vedere - The Act of Seeing, Milano, Ubulibri, 1992.
  • Filippo D'Angelo, Wim Wenders, Roma, Il Castoro, 1995.
  • Giuseppe Gariazzo, Roberto Lasagna e Saverio Zumbo, Wenders story. Il cinema, il mito, Alessandria, Falsopiano, 1997.
  • G. Spagnoletti,Il cinema di Wim Wenders, Monticelli Terme, Parma 1977.

Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN202083273 · GND (DE4136060-6 · BNF (FRcb16457625d (data)
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