Dromaius novaehollandiae diemenensis

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Emù della Tasmania
Dromaius novaehollandiae diemenensis
Stato di conservazione
Estinto
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseAves
SottoclasseNeornithes
OrdineCasuariiformes
FamigliaDromaiidae
GenereDromaius
SpecieD. novaehollandiae
SottospecieD. n. diemenensis
Nomenclatura binomiale
Dromaius novaehollandiae diemenensis
Le Souef, 1907

L'emù della Tasmania (Dromaius novaehollandiae diemenensis) è una sottospecie estinta dell'Emù.[1] Venne scoperto in Tasmania dove ha vissuto sempre isolato sin dal tardo pleistocene. Oggi è difficile stabilirne con certezza i colori e le dimensioni, in quanto non restano, come testimonianza di questo uccello, che alcune ossa fossili ritrovate sull'isola del sud-est pacifico. Inoltre, prima della sua completa estinzione, sono stati introdotti sul suolo tasmaniano numerosi esemplari di altre sottospecie originarie dell'Australia che hanno mischiato e impoverito i caratteri della sottospecie autoctona.

L'emù della Tasmania era considerato un uccello nocivo. Inoltre, la pratica di bruciare i campi per renderli più fertili e l'espansione delle terre coltivate a discapito delle foreste e delle praterie, hanno ridotto sempre di più l'habitat di questo animale. È certo che nel 1838, il British Museum di Londra ricevette due campioni di pelle di questo animale. La sottospecie venne dichiarata estinta attorno al 1850, ma questa data non è molto precisa: infatti l'introduzione di specie di Emù dall'Australia iniziata già prima dell'estinzione dell'Emù autoctono, ha fatto sì che le sottospecie si siano mescolate creandone una nuova ibrida. È per questo che ci sono forti dubbi sul fatto che gli esemplari presenti al museo britannico siano effettivamente appartenenti alla sottospecie estinta. Un terzo esemplare, conservato a Francoforte, Germania è attribuito erroneamente a questa sottospecie (Steinbacher, 1959).

  1. ^ (EN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), Family Dromaiidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 5 maggio 2014.

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