Cheloniidae

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Come leggere il tassoboxProgetto:Forme di vita/Come leggere il tassobox
Come leggere il tassobox
Chelonidi
Chelonia mydas
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
SuperclasseTetrapoda
ClasseReptilia
SottoclasseDiapsida
OrdineTestudines
SottordineCryptodira
SuperfamigliaChelonioidea
FamigliaCheloniidae
Oppel, 1811
Generi

I Chelonidi (Cheloniidae Oppel, 1811) sono la famiglia dell'ordine dei Testudinati a cui appartengono 6 delle 7 specie esistenti di tartarughe marine. Si incontrano dalle regioni circumtropicali fino a quelle subtropicali e agli oceani temperati.

Le dimensioni dei Chelonidi variano dai 75 cm della tartaruga di Kemp ai 213 cm della tartaruga caretta, che può raggiungere un peso di 450 kg. Hanno guscio piatto, affusolato e coperto di scudi, arti simili a pinne e cranio completamente ricoperto, non retrattile nel guscio.

La dieta dei Chelonidi, principalmente carnivora (a eccezione della tartaruga verde, che da adulta si nutre di fieno marino), comprende spugne, meduse, mitili, granchi, cirripedi, ricci e pesci.

Entrambi i sessi migrano dall'area in cui si alimentano verso quella in cui nidificano, dove la femmina si riproduce seguendo un ciclo che va da 1 a 3 anni. Le uova, sferiche e in numero di 80-200, vengono deposte in covate multiple, a intervalli di 10-30 giorni.

Classificazione

[modifica | modifica wikitesto]

Generi esistenti

[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia comprende 6 specie, suddivise in 5 generi:[1][2]

Di seguito è riportato un cladogramma che mostra i rapporti filogenetici delle tartarughe marine viventi ed estinte della famiglia Cheloniidae basata sugli studi di Lynch & Parham (2003)[3] e Parham & Pyenson (2010):[4]


Pancheloniidae (=Cheloniidae sensu lato

Toxochelys

Mexichelys

Lophochleyinae

Euclastes

Argillochelys

Eochelone

Erquelinnesia

Pacifichelys

Puppigerus

 Cheloniidae (sensu stricto

Syllomus

Procolpochelys

Chelonia mydas

Natator depressus

Eretmochelys imbricata

 Carettini 
 Lepidochelys 

Lepidochelys kempii

Lepidochelys olivacea

Caretta caretta

Generi estinti

[modifica | modifica wikitesto]

Il seguente elenco di generi di chelonidi estinti (sensu lato) è stato pubblicato da Hirayama & Tong, nel 2003, se non diversamente specificato.[5]

  1. ^ Cheloniidae, in The Reptile Database. URL consultato il 3 marzo 2012.
  2. ^ Rhodin, Anders G.J.; Paul van Dijk, Peter; Inverson, John B.; Shaffer, H. Bradley. Archiviato il 17 luglio 2011 in Internet Archive.(pdf). pp. 000.89–000.138. Archived from the original on 2010-12-15. Retrieved 2010-12-15.
  3. ^ S.C. Lynch e Parham, J.F., The first report of hard-shelled sea turtles (Cheloniidae sensu lato) from the Miocene of California, including a new species (Euclastes hutchisoni) with unusually plesiomorphic characters (PDF), in PaleoBios, vol. 23, n. 3, 2003, pp. 21–35.[collegamento interrotto]
  4. ^ James F. Parham e Nicholas D. Pyenson, New Sea Turtle from the Miocene of Peru and the Iterative Evolution of Feeding Ecomorphologies since the Cretaceous, in Journal of Paleontology, vol. 84, n. 2, 2010, pp. 231–247, DOI:10.1666/09-077R.1.
  5. ^ Hirayama, R., & Tong, H. (2003). "Osteopygis (Testudines: Cheloniidae) from the Lower Tertiary of the Ouled Abdoun phosphate basin, Morocco."[collegamento interrotto] Palaeontology, 46(5): 845-856.
  6. ^ Myers, T.S., Polcyn M.J., Mateus O., Vineyard D.P., Gonçalves A.O., & Jacobs L.L. (2017). "A new durophagous stem cheloniid turtle from the lower Paleocene of Cabinda, Angola." Papers in Palaeontology 1-16.
  7. ^ I.G. Danilov, A.O Averianov e A.A. Yarkov, Itilochelys rasstrigin gen. et sp. nov., a new hard-shelled sea turtle (Cheloniidae sensu lato) from the Lower Palaeocene of Volgograd Province, Russia (PDF), in Proceedings of the Zoological Institute RSA, vol. 314, n. 1, 2010, pp. 24–41.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàLCCN (ENsh85022875 · GND (DE4169252-4 · J9U (ENHE987007284926605171
  Portale Rettili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rettili