Bella 'mbriana

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Disambiguazione – Se stai cercando l'album omonimo di Pino Daniele, vedi Bella 'mbriana (album).
Tarentola mauritanica (Geko Comune)
La bella 'mbriana è sfuggente e se osservata si trasforma in geco o farfalla.[1]

La bella 'mbriana, nella credenza popolare napoletana, è lo spirito benefico della casa.[2] Deve il proprio nome alla meridiana, simbolo del sole e del calore domestico, e convive col munaciello, spirito bizzarro, a volte positivo, altre volte dispettoso.[1]

«Fanno diventar bello un brutto, arricchire un povero, ringiovanire un vecchio. Nel bel numero è la Bella 'Mbriana, un vero augurio della casa. Qualche popolana, ritirandosi, la saluta: «Bona sera, bella 'Mbriana!». E, così, se la propizia.»

Di aspetto piacente, la 'mbriana regna, controlla e consiglia gli abitanti. Nel corso dei secoli, e ancora oggi, è l'antagonista del munaciello. Viene invocata in tutte le situazioni difficili che compromettono la serenità familiare. In genere si tratta di uno spirito buono, ma mai offendere la bella 'mbriana perché può addirittura provocare la morte di uno dei familiari. In passato, si metteva a tavola un posto in più per lei.[3]

Alla bella 'mbriana piace l'ordine e la pulizia e per questo una casa trascurata la rende irascibile. Quando si decideva un trasloco, si cercava di parlarne fuori casa, in modo da non farle sapere nulla, per non attirarsi le sue ire. La bella mbriana, insieme al munaciello e alla janara, era l'argomento principe di racconti, nelle serate d'inverno quando si riunivano le donne davanti al braciere ('a vrasera) a discutere.[4]

Secondo la tradizione popolare si manifesta in forma di geco o si fa vedere tra le tende mosse dal vento in una giornata di sole (se è corretta la derivazione del nome dal latino Meridiana, il nome stesso allude ad uno spirito diurno, che si intravede alla controra, ossia nel primo pomeriggio).[1] Se si ristruttura l'appartamento si può offendere e si può essere colpiti per ripicca dalla morte di un caro. Un proverbio, al proposito, recita: Casa accunciata morte apparicchiata.[5]

La bella 'mbriana nelle arti

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La bella 'mbriana, quale elemento tipico della cultura napoletana, è citata in ambito letterario e musicale. Tra le citazioni letterarie si annoverano quelle di Giambattista Basile,[2] letterato napoletano dell'epoca barocca, di Giuseppe Pitrè, nella sua opera Curiosità popolari tradizionali del 1890,[6] e di Carlo Tito Dalbono, Giovanni Emanuele Bidera, Gaetano Amalfi e Matilde Serao.

Inoltre, il cantautore Pino Daniele le ha dedicato un album, Bella 'mbriana, dove vi è incluso un brano omonimo.

  1. ^ a b c A. Biello, "...e adesso parliamo di bella 'mbriana", su psichiatrianapoli.it, Psichiatria Napoli - Studio di Psicoterapia Dott. Grattagliano.
  2. ^ a b Così il Basile:

    «La bella 'mbriana, [...] una specie di munaciello femmina, una fata benefica, è Vatirio della casa.»

  3. ^ Bella 'mbriana, su ilgattodimagnus.it, 8 gennaio 2014. URL consultato il 31 luglio 2014 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2014).
  4. ^ Alberto Ferrero, Storie vere di fantasmi napoletani - Quinta parte: figure leggendarie, letturefantastiche.com.
  5. ^ Proverbi e modi di dire della Campania, su scuolanoi.it. URL consultato il 18 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2014).
    «Casa accunciata, morte apparecchiata. Casa troppo abbellita, morte pronta»
  6. ^ Pitrè, 1890.
  • AA. VV., Giambattista Basile, 1883. ISBN non esistente
  • Giuseppe Pitrè, Curiosità popolari tradizionali, Volumi 7-9, L. Pedone Lauriel, 1890. ISBN non esistente

Collegamenti esterni

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