Battaglia di Shushi (2020)

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Battaglia di Shushi
parte della seconda guerra del Nagorno Karabakh
Mappa della battaglia 8 Novembre 2020:

     Territorio sotto controllo armeno

     Territorio sotto controllo azero

     Territorio conteso

Data4 novembre 2020 - 8 novembre 2020
LuogoShushi, Artsakh
EsitoVittoria esercito azero
Schieramenti
Comandanti
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La battaglia di Shushi (per gli armeni occupazione di Shushi; per gli azeri battaglia di Shusha[1][2] o liberazione di Shusha[3][4]) si svolse nei primi giorni di novembre 2020, presumibilmente tra il 4 e il 7/8, durante la seconda guerra del Nagorno Karabakh.

Dopo la presa di Hadrut e Mekhakavan/Jabrayil, le forze azere si spostarono a nord entrando nel distretto di Shushi. A partire dal 29 ottobre 2020 esse, preso il controllo del villaggio di Avetaranots/Chanakhchi nella regione di Askeran, si avvicinarono progressivamente alla città di Shushi che peraltro era stata bombardata fin dall'inizio del conflitto. Il 4 novembre 2020 la strada strategicamente importante di collegamento tra Berdzor/Laçın e Stepanakert venne chiusa al transito civile dopo che le forze azere avevano preso il controllo di alcuni tratti.[5][6]. Il giornale francese Le Monde ha riferito che, nonostante le smentite della parte armena, la battaglia di Shusha del 6 novembre 2020 si volse a favore dell'Azerbaigian. L'8 novembre 2020 il presidente dell'Azerbaigian İlham Əliyev ha annunciato che le forze azere avevano preso il controllo della città[7][8].

Questione storica

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Sin dallo scoppio della seconda guerra del Nagorno Karabakh era evidente come la città fosse uno dei principali obiettivi dell'azione militare azera. Quella che nell'Ottocento era stata chiamata la “Parigi del Caucaso”, a differenza di quasi tutte le altre località della regione, presentava una composizione etnica sostanzialmente equilibrata determinata dalla divisione nel 1830 in due parti: i quartieri orientali erano stati destinati alla componente musulmana (gli azeri), mentre quelli occidentali ai cristiani (gli armeni). Questa divisione da un lato favorì lo sviluppo demografico dei rispettivi gruppi, dall'altro generò violenti scontri interetnici che portarono a sensibili variazioni demografiche. Durante il pogrom di Sumgait del 1920 i quartieri armeni furono incendiati e i loro abitanti uccisi o costretti alla fuga; a seguito della prima guerra del Nagorno Karabakh la popolazione azera con la conquista armena della città in seguito alla battaglia di Shushi fu costretta ad abbandonare le proprie case. Ne consegue che per armeni e azeri il possesso di Shushi /Shusha va oltre la semplice conquista territoriale ma diviene motivo di orgoglio nazionale e vanto politico.[9]

La conquista di Shushi/Shusha, oltre al valore simbolico, ne ha uno strategico. La città si trova a una manciata di chilometri dalla capitale Step'anakert che domina dall'alto. Averne il possesso significa poter controllare tutta la piana sottostante e quindi godere di un importante vantaggio dal punto di vista militare. Così fu nella prima guerra del Nagorno Karabakh anche se oggi questo vantaggio viene sicuramente ridimensionato dalle nuove tecnologie belliche (in primo luogo i droni di cui si è fatto gran uso nell'ultimo conflitto). La città viene colpita sin dai primi giorni di guerra, ma è l'8 ottobre che i media internazionali riportano la notizia che per due volte nella stessa giornata missili azeri hanno colpito la cattedrale di Ġazančec'oc'.[10]

Con la progressiva avanzata delle forze azere i combattimenti si spostano verso la città. Ai primi di novembre vengono riferiti violenti scontri nei pressi del villaggio di Karin Tak che si trova a sud, sotto Shushi. La difesa è agevolata dalla posizione in altura ma i soldati dell'Azerbaigian riescono a conquistare la strategica strada di collegamento tra Berdzor (Lachin) e Step'anakert che scorre a nord della città e le sorti della battaglia possono cambiare. I comunicati dei rispettivi comandi militari si accavallano riportando i successi dell'una e dell'altra parte.Sono quelli della difesa, soprattutto, a dare una indicazione indiretta dell'andamento della battaglia.

  • 2 novembre: la difesa armena dichiara che è stato respinto un tentativo nemico.[11]
  • 3 novembre: la difesa armena riferisce che la città è stata colpita missili Smerch.[12]
  • 4 novembre: la strada Berdzor/Lachin-Stepanakert rimane chiusa al transito civile in quanto interessata da combattimenti. Il comando armeno riferisce che gruppi di soldati nemici sono stati annientati nelle gole intorno alla città.[13]
  • 5 novembre: la città è interessata nella notte da un violento combattimento in particolare lungo la strada che la raggiunge da nord.[14][15]
  • 6 novembre: il portavoce della Difesa dell'Armenia riferisce che la battaglia nei dintorni di Shushi continua.[16]
  • 7 novembre: continuano i combattimenti direttamente vicino a Shushi, la difesa armena annuncia successi a sud della città (villaggi di Karin Tak e Lisagor) mentre la stampa azera annuncia che Seyran Ohanyan, già ministro della Difesa in Armenia e posto a comando della difesa della città, sarebbe stato seriamente ferito.[17]
  • 8 novembre: il presidente azero Əliyev in un messaggio alla nazione annuncia la conquista della città, ma le autorità armene smentiscono.[18] Solo molte ore dopo l'annuncio viene diffuso dal ministero della Difesa dell'Azerbaigian un video nel quale si vedono una decina di soldati issare una bandiera azera sul palazzo comunale. Il video dura una sessantina di secondi e in riguarda solo un tratto della strada all'ingresso della città il che lascia supporre che sia stata una incursione isolata e non una vera e propria occupazione.[19] A sorpresa il portavoce armeno, Artsrun Hovhannisyan, nella sua consueta conferenza stampa serale, dichiara che “la battaglia terminerà domani”.[20][21]
  • 9 novembre: intensi combattimenti tra Shushi e Karin Tak. Il presidente della repubblica di Artsakh, Arayik Harutyunyan dichiara in un messaggio ufficiale che “L’Esercito di Difesa e i volontari sono saldamente sul suolo patrio e combattono contro il nemico fino alla fine. La nostra lotta unita può cambiare la situazione, possiamo cacciare via il nemico dal nostro Artsakh perché il risultato della guerra è determinato dalla forte volontà del popolo”.[22] Il portavoce della Difesa dell'Armenia Hovhannisyan per la prima volta dall'inizio della guerra salta la conferenza stampa serale.

In tarda serata giunge la dichiarazione del Primo ministro armeno Nikol Pashinyan che annuncia la firma della tregua con la conseguente resa delle forze armene e la consegna della città agli azeri.

Con la firma della tregua il 9 novembre[23] la città rimane sotto controllo azero. Nell'intreccio di comunicati da una parte e dall'altra non è ancora oggi chiaro se la città sia effettivamente capitolata o sia stata “consegnata” dagli armeni agli azeri per porre fine alla guerra. Di sicuro, e lo dimostrano molti video girati nei giorni successivi, la strada che la raggiunge è ingombra di cadaveri di soldati (presumibilmente armeni) che sono caduti in battaglia.

  1. ^ (AZ) Şuşa: Qarabağın döyünən ürəyi, in BBC News Azərbaycanca. URL consultato il 24 novembre 2020.
  2. ^ (AZ) Azərbaycan derbisində Şuşanın azad edilməsi qeyd olundu, su Report İnformasiya Agentliyi. URL consultato il 24 novembre 2020.
  3. ^ (AZ) APA.az, Fəxrəddin Altun: “Şuşanın qurtuluşu xeyirli, uğurlu olsun!”, su apa.az, 8 novembre 2020. URL consultato il 24 novembre 2020.
  4. ^ (AZ) “Azərbaycanlı qardaşlarımızın Şuşa zəfərini təbrik edirəm”, su Qafqazinfo, 8 novembre 2020. URL consultato il 24 novembre 2020.
  5. ^ (EN) General-mayor: “Şuşa-Laçın yolu da ələ keçirilsə, Laçın da azad edilsə...”, su Pia.az News. URL consultato il 24 novembre 2020.
  6. ^ Şuşa - Laçın yolu bağlandı - Ermənistan ordusu, su istipress.com. URL consultato il 24 novembre 2020.
  7. ^ (FR) Haut-Karabakh : la bataille de Chouchi, clé du conflit dans la région, fait rage, in Le Monde.fr, 7 novembre 2020. URL consultato il 24 novembre 2020.
  8. ^ trt.net.tr, https://www.trt.net.tr/azerbaycan/aktual/2020/11/08/ilham-liyev-susa-s-h-ri-isgaldan-azad-edildi-1523897. URL consultato il 24 novembre 2020.
  9. ^ .Nagorno Karabakh, la battaglia di Shushi in "Sicurezza internazionale", 3-11-2020 Archiviato il 14 febbraio 2021 in Internet Archive.
  10. ^ Choc per la cattedrale bombardata da missili azeri, manifestazione a Montecitorio, Il Messaggero 8-10-2020
  11. ^ Karabakh MOD: Azerbaijan’s attempted attack toward Shushi is prevented in "News.am" del 2-11-2020
  12. ^ Photos of Shushi shelled a short while ago in "News.am" del 3-11-2020
  13. ^ Armenia MOD representative: Azerbaijani saboteurs will die in gorges in which they are trying to hide in "News.am" del 4-11-2020
  14. ^ Battles for motorway leading to Artsakh’s Shushi in "News.am" del 5-11-2020
  15. ^ «Stepanakert rischia di diventare la nuova Sarajevo» in "Tempi" del 5-11-2020
  16. ^ Armenia MOD representative: Battles in vicinity of Shushi continue in "News.am" del 6-11-2020
  17. ^ Former Armenian defense minister seriously wounded in Shusha in "News.az" del 7-11-2020
  18. ^ Nagorno-Karabakh, presidente Azerbaigian annuncia la conquista di Shushi. Yerevan smentisce in "Sputnik" del 8-11-2020
  19. ^ Nagorno Karabakh, guerra di annunci in "Euronews" del 8-11-2020
  20. ^ Armenia MOD representative: Battle for Artsakh’s Shushi will end tomorrow in "News.am" del 8-11-2020
  21. ^ Nagorno Karabakh, proseguono gli scontri, gli azeri entrano a Shusha in "Notizie geopolitiche" del 8-11-2020
  22. ^ Notiziario novembre in "Karabakh.it"
  23. ^ Nagorno-Karabakh, firmata la pace Putin cede all’avanzata di Erdogan in "Corriere della sera" del 10-11-2020

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