Apocynaceae

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Come leggere il tassoboxProgetto:Forme di vita/Come leggere il tassobox
Come leggere il tassobox
Apocinacee
Fiori di Plumeria sp.
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineGentianales
FamigliaApocynaceae
Juss., 1789
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineGentianales
FamigliaApocynaceae
Sottofamiglie

Le Apocinacee (Apocynaceae Juss., 1789) sono una famiglia di piante angiosperme dicotiledoni dell'ordine Gentianales[1]. La famiglia comprende prevalentemente piante succulente degli ambienti tropicali e subtropicali. In questa famiglia rientrano anche l'oleandro, la pervinca e la pomelia, specie comuni delle zone temperate.

La famiglia comprende specie erbacee o arbustive, con foglie opposte a margine intero, provviste talora di rudimentali stipole.[2]
I fiori, attinomorfi ed ermafroditi, possiedono un calice gamosepalo, cioè con sepali fusi alla base in varia misura, e una corolla gamopetala imbutiforme, con la fauce provvista di appendici, che rappresentano una caratteristica distintiva della famiglia. L'androceo è formato da 5 stami, mentre il gineceo è costituito da 2 a 5 carpelli saldati a formare un ovario supero o semi-infero.

La formula fiorale più frequente è:

  • K (5), [C (5), A 5], G (2)

Il frutto può essere una capsula, una bacca, un follicolo o una drupa. I semi sono spesso provvisti di un ciuffo di peli che ne facilita la disseminazione anemocora, cioè affidata al vento.

Il polline delle Apocynaceae può presentarsi in forme di aggregazione diverse nelle varie sottofamiglie (vedi sotto Tassonomia). Nelle maggior parte delle specie delle sottofamiglie Rauvolfioideae e Apocynoideae il polline si presenta aggregato in semplici strutture granulari, che prendono il nome di monadi (granuli singoli) o tetradi (granuli a gruppi di 4)[3][4][5]. La maggior parte delle Periplocoideae produce tetradi polliniche, presenti in numero di quattro per ogni antera; in alcuni generi (p.es. Decalepis, Epistemma) le tetradi sono agglutinate a formare dei piccoli ammassi globulari (dette pollinii o pollinodii), simili a quelli descritti nelle Orchidaceae; tanto le tetradi che i pollinii sono esposti, dopo l'antesi, in strutture specializzate dette traslatori, costituite da una struttura di supporto a forma di cucchiaio munita di un disco adesivo[6][7][8]. I fiori delle Asclepiadoideae producono cinque pollinari, ciascuno con due pollinii ricoperti da una membrana esterna; ciascun pollinio è connesso ad un corpuscolo a forma di gancio, che ne favorisce l'aggancio al corpo degli impollinatori.[7][8] L'organizzazione del polline nei fiori delle Secamonoideae è molto simile a quella delle Asclepiadoideae, ma sono presenti quattro pollinii anziché due.[7][8]

Alcuni alcaloidi tossici (cardenolidi) prodotti dalle Apocynaceae, sono utilizzati da alcuni lepidotteri e coleotteri come metodo di difesa "chimica" contro gli aggressori. In questi insetti, la proteina bersaglio dei cardenolidi, una pompa Na+/K+ ATP dipendente (ATPα), presenta una sequenza amminoacidica modificata, che consente all'animale il sequestro e l'accumulo della tossina all'interno dei propri tessuti, senza alcuna conseguenza.[9]

La distinzione tra Apocynaceae e Asclepiadaceae, fino ad allora unite in un unico raggruppamento (Apocineae Jussieu, 1789), fu introdotta nel 1810 dal botanico inglese Robert Brown, sulla base della presenza, nel fiore delle Asclepiadaceae, di aggregati globulari di polline organizzati in pollinii[10]. Tale distinzione è rimasta in uso per quasi 200 anni, ed è stata mantenuta anche dal Sistema Cronquist (1988)[11], nonostante fosse divenuto evidente che, in base a molti altri caratteri morfologici, i taxa più evoluti delle Apocynaceae siano più simili alle Asclepiadaceae di quanto non somiglino ai membri più "basali" della loro stessa famiglia.

Per arrivare a una classificazione più rispondente alle evidenze morfologiche, bisognerà aspettare i risultati dei primi studi con approccio filogenetico, che porteranno nel 2000 alla pubblicazione di una revisione in cui le due famiglie vengono riunificate e suddivise in cinque sottofamiglie: le due in cui tradizionalmente erano suddivise le Apocynaceae (Rauvolfioideae e Apocynoideae) e le tre delle Asclepiadaceae (Periplocoideae, Secamonoideae e Asclepiadoideae)[12]. Le tre sottofamiglie principali vengono a loro volta suddivise in 17 tribù: nove per le Rauvolfioideae (Alstonieae, Vinceae, Willughbeieae, Tabernaemontaneae, Melodineae, Hunterieae, Plumerieae, Carisseae e Alyxieae), cinque per le Apocynoideae (Apocyneae, Echiteae, Malouetieae, Mesechiteae e Wrightieae) e tre per le Asclepiadoideae (Asclepiadeae, Ceropegieae e Marsdenieae). La classificazione APG II (2003) accoglie sostanzialmente queste acquisizioni, includendo nella famiglia Apocynaceae anche i generi in precedenza attribuiti alle Asclepiadaceae[13].

Tra il 2000 e il 2007, vengono pubblicati numerosi studi basati sulla analisi degli acidi nucleici, che senza mettere in discussione l'impianto centrale della classificazione precedente, approfondiscono le relazioni intergeneriche e ridisegnano i confini tra le varie tribù e all'interno delle stesse[14][15][16][17][18][19][20][21][22][23][24][25][26][27][28][29][30][31][32][33][34][35][36][37][38][39][40][41][42]. I risultati di questi studi vengono sistematizzati in una revisione di Endress et al. (2007)[43], in cui viene ridefinita la collocazione di numerosi generi e vengono proposte quattro nuove tribù : Aspidospermeae tra le Rauvolfioideae, Baisseinae, Nerieae e Odontadenieae nelle Apocynoideae; all'interno delle Asclepiadoideae, vengono inoltre riconosciute 12 sottotribù (quattro in Ceropegieae e otto in Asclepiadeae), mentre la definizione delle sottotribù nelle Rauvolfioideae e nelle Apocynoideae rimane ancora incerta.

Tra il 2008 e il 2013 vengono ulteriormente approfondite le linee filogenetiche delle varie tribù[44][45][46][47][48][49][50][51][52][53] e nel 2014 si arriva ad una nuova revisione tassonomica che suddivide le tre maggiori sottofamiglie in 25 tribù e 49 sottotribù (Endress 2014)[54].

Alla luce di tali conoscenze, la famiglia delle Apocynaceae comprende pertanto 366 generi così suddivisi:

Rauvolfioideae

[modifica | modifica wikitesto]

Sottofamiglia Rauvolfioideae Kostel., 1834 (11 tribù, 17 sottotribù, 79 generi)

Sottofamiglia Apocynoideae Burnett, 1835 (9 tribù, 17 sottotribù, 82 generi)

Periplocoideae

[modifica | modifica wikitesto]

Sottofamiglia Periplocoideae Endl., 1838 (33 generi)

Secamonoideae

[modifica | modifica wikitesto]

Sottofamiglia Secamonoideae Endl., 1838 (8 generi)

Asclepiadoideae

[modifica | modifica wikitesto]

Sottofamiglia Asclepiadoideae R. Br. ex Burnett, 1835 (5 tribù, 15 sottotribù, 164 generi)

Alcune specie

[modifica | modifica wikitesto]
  • Utilizzo come piante ornamentali. Diverse specie delle Apocinacee possono essere coltivate nelle zone temperate a scopo ornamentale, in piena terra o in vaso, ma gradiscono l'esposizione al sole. Piante d'interesse ornamentale sono ad esempio quelle dei generi Adenium, Plumeria e Pachypodium, di origine tropicale, e lo stesso oleandro, di origine mediterranea.
  • Estrazione di gomme o resine. In generale le Apocynaceae sono piante succulente contenenti lattice o resine che hanno impieghi industriali minori. Utilizzati per questi scopi sono ad esempio i generi Carpodinus, Landolphia, Mascarenhasia.[senza fonte]
  • Farmacologia. Molte Apocinacee sono ricche di alcaloidi, a volte di elevata tossicità, tali da essere considerate piante velenose. Molte specie sono oggetto di studio o di applicazione nell'ambito della botanica farmaceutica per le importanti proprietà di alcuni principi attivi. Di particolare interesse sono il Catharanthus roseus (Pervinca del Madagascar), specie endemica del Madagascar ma naturalizzata in molte regioni tropicali, le specie del genere Strophantus, la Rauvolfia serpentina. La pervinca del Madagascar contiene diverse decine di alcaloidi, alcuni dei quali trovano impiego per contrastare alcuni tumori, in particolare alcune forme di leucemia[senza fonte]. Lo Strophantus contiene alcaloidi ad azione cardiocinetica, utilizzati oggi come principio attivo puro per il trattamento dell'insufficienza cardiaca[senza fonte]. La Rauwolfia serpentina contiene alcaloidi che possono avere azione sedativa e ipotensiva oppure vasodilatatrice e antispasmodica[senza fonte].
  • Alimentazione. Alcune specie hanno impieghi alimentari nelle popolazioni africane. Fra queste si citano i frutti eduli delle Carissa e dell'Acokanthera oblongifolia.[senza fonte]
  • Utilizzo come piante tessili. Alcune piante del genere Apocynum sono utilizzate per ricavare fibre tessili simili alla canapa (Apocynum cannabinum o canapa del Canada, Apocynum sibiricum o kendir).[senza fonte]
  1. ^ (EN) Apocynaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 13 novembre 2023.
  2. ^ Furnari G., Guglielmo A., Longhitano N., Pavone P., Salmeri C., Scelsi F., Apocynaceae, su Tavole di Botanica sistematica, Università degli Studi di Catania - Dipartimento di Botanica. URL consultato il 18 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  3. ^ Van Der Ham R., Zimmermann Y-M., Nilsson S. & Igersheim A., Pollen morphology and phylogeny of the Alyxieae (Apocynaceae), in Grana, vol. 40, n. 4-5, 2001, pp. 169-191, DOI:10.1080/001731301317223114.
  4. ^ Van De Ven E.A. & Van Der Ham R., Pollen of Melodinus (Apocynaceae): Monads and tetrads, in Grana, vol. 45, n. 1, 2006, pp. 1-8, DOI:10.1080/00173130500520362.
  5. ^ Endress P.K., Diversity and Evolutionary Biology of Tropical Flowers, Cambridge University Press, 1996, ISBN 978-0-521-56510-3.
  6. ^ Verhoeven R.L. & Venter H.J.T., Pollinium structure in Periplocoideae (Apocynaceae), in Grana, vol. 37, n. 1, 1998, DOI:10.1080/00173139809362633.
  7. ^ a b c Verhoeven R.L. and Venter H.J.T., Pollen morphology of the Periplocoideae, Secamonoideae, and Asclepiadoideae (Apocynaceae), in Ann. Missouri Bot. Gard, vol. 88, 2001, pp. 569–582.
  8. ^ a b c Harder L.D., Johnson S.D., Function and evolution of aggregated pollen in Angiosperms (PDF), in International Journal of Plant Sciences, vol. 169, 2008, pp. 59-78 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  9. ^ (EN) Ying Zhang, Aardema, Matthew L.; Medina, Edgar M.; Schumer, Molly; Andolfatto, Peter, Parallel Molecular Evolution in an Herbivore Community (abstract), in Science, vol. 337, n. 6102, AAAS, 28 settembre 2012, pp. 1634-1637, DOI:10.1126/science.1226630. URL consultato il 29 settembre 2012.
  10. ^ Brown R., On the Asclepiadeae, a natural order of plants separated from the Apocineae of Jussieu, in [Pre-print of: Memoires of the Wernerian Natural History Society 1: 12–78 (1811)], 1810.
  11. ^ Cronquist A., The Evolution and Classification of Flowering Plants, New York Botanical Garden Press, 1988, ISBN 0-89327-332-5.
  12. ^ Endress M.E. & Bruyns P.V., A revised classification of the Apocynaceae s. l., in Botanical Review 66: 1–56, vol. 66, 2000, pp. 1-56.
  13. ^ The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG II, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 141, 2003, pp. 399–436. URL consultato il 24 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2022).
  14. ^ Liede S., Molecular considerations on the subtribe Astephaninae Endl. ex Meisn. (Apocynaceae – Asclepiadoideae), in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 88, 2001, pp. 657–668, DOI:10.2307/3298638.
  15. ^ Meve U. & Liede S., Reconsideration of the status of Lavrania, Larryleachia and Notechidnopsis (Asclepiadoideae-Ceropegieae), in South African Journal of Botany, vol. 67, 2001, pp. 161–168.
  16. ^ Meve U. & Liede S., Floristic exchange between mainland Africa and Madagascar: A case study of Apocynaceae-Asclepiadoideae, in Journal of Biogeography, vol. 29, 2002, pp. 865–873, DOI:10.1046/j.1365-2699.2002.00729.x.
  17. ^ Meve U. & Liede S., Generic delimitations in tuberous Periplocoideae (Apocynaceae) from Africa and Madagascar, in Annals of Botany, vol. 93, 2004, pp. 407–414.
  18. ^ Meve U. & Liede S., Subtribal division of Ceropegieae (Apocynaceae—Asclepiadoideae), in Taxon, vol. 53, 2004b, pp. 61–72, DOI:10.2307/4135489.
  19. ^ Potgieter K. & Albert A.A., Phylogenetic relationships within Apocynaceae s. l. based on trnL intron and trnL-F spacer sequences and propagule characters, in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 88, 2001, pp. 523–549, DOI:10.5252/a2012n2a10.
  20. ^ Liede S. & Täuber A., Sarcostemma R. Br. (Apocynaceae–Asclepiadoideae) – a controversial generic circumscription reconsidered: evidence from trnL-F spacers, in Plant Systematics and Evolution, vol. 225, 2000, pp. 133–140, DOI:10.1007/bf00985463.
  21. ^ Liede S. & Täuber A., Circumscription of the genus Cynanchum (Apocynaceae–Asclepiadoideae), in Systematic Botany, vol. 27, 2002, pp. 789–801, DOI:10.2307/2419462.
  22. ^ Liede S. & Meve U., New combinations and new names in Malagasy Asclepiadoideae (Apocynaceae), in Adansonia, sér. 3, vol. 23, 2001, pp. 347–351.
  23. ^ Liede S. & Meve U., Dissolution of Cynanchum sect. Macbridea (Apocynaceae – Asclepiadoideae), in Nordic Journal of Botany, vol. 22, 2002, pp. 1–13, DOI:10.1007/bf00985463.
  24. ^ Liede S. & Kunze H., Cynanchum and the Cynanchinae (Apocynaceae – Asclepiadoideae) – a molecular, anatomical and latex triterpenoid study, in Organisms, Diversity and Evolution, vol. 2, 2002, pp. 239–269, DOI:10.1078/1439-6092-00045.
  25. ^ Liede S., Meve U. & Täuber A., What is the subtribe Glossonematinae (Apocynaceae: Asclepiadoideae)? A phylogenetic study based on cpDNA spacer, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 139, 2002, pp. 145–158, DOI:10.1046/j.1095-8339.2002.00048.x.
  26. ^ Liede S., Täuber A. & Schneidt J., Molecular considerations on the Tylophorinae K. Schum. (Apocynaceae-Asclepiadoideae), in Edinburgh Journal of Botany, vol. 59, 2002, pp. 377–403, DOI:10.1017/s0960428602000239.
  27. ^ Liede-Schumann S., Rapini A., Goyder D.J. & Chase M.W., Phylogenetics of the New World subtribes of Asclepiadeae (Apocynaceae -Asclepiadoideae): Metastelmatinae, Oxypetalinae, and Gonolobinae, in Systematic Botany, vol. 30, 2005, pp. 184–195.
  28. ^ Rapini A., Chase M.W., Goyder D.J. & Griffiths J., Asclepiadeae classification: evaluating the phylogenetic relationships of New World Asclepiadoideae (Apocynaceae), in Taxon, vol. 52, 2003, pp. 33-50, DOI:10.2307/3647300.
  29. ^ Rapini A., Fontella-Pereira J., Lamare E. & Liede-Schumann S., Taxonomy of Peplonia including Gonioanthela and a reinterpretation of Orthosieae (Asclepiadoideae, Apocynaceae), in Kew Bulletin, vol. 59, 2004, pp. 531–539, DOI:10.2307/4110907.
  30. ^ Rapini A., Chase M.W. & Konno T.U.P., Phylogenetics of South American Asclepiadeae (Apocynaceae), in Taxon, vol. 55, 2006, pp. 119–124, DOI:10.2307/25065533.
  31. ^ Rapini A., Van den Berg R.G. & Liede-Schumann S., [407:doaait2.0.co;2 Diversification of Asclepiadoideae (Apocynaceae) in the New World], in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 94, 2007, pp. 407–422, DOI:10.3417/0026-6493(2007)94[407:doaait]2.0.co;2.
  32. ^ Simões A.O., Endress M.E., van der Niet T., Conti E. & Kinoshita L.S., Tribal and intergeneric relationships of Mesechiteae (Apocynoideae, Apocynaceae): evidence from three noncoding plastid DNA regions and morphology, in American Journal of Botany, vol. 91, 2004, pp. 1409–1418, DOI:10.3732/ajb.91.9.1409.
  33. ^ Simões A.O., Endress M.E., van der Niet T., Kinoshita L.S. & Conti E., Is Mandevilla (Apocynaceae, Mesechiteae) monophyletic? Evidence from five plastid DNA loci and morphology, in American Journal of Botany, vol. 94, 2006, pp. 1409–1418.
  34. ^ Simões A.O., Livshultz T., Conti E. & Endress M.E., [268:pasotr2.0.co;2 Phylogeny and systematics of the Rauvolfioideae (Apocynaceae) based on molecular and morphological evidence], vol. 94, 2007, pp. 268–297, DOI:10.3417/0026-6493(2007)94[268:pasotr]2.0.co;2.
  35. ^ Verhoeven R.L., Liede S. & Endress M.E., The tribal position of Fockea and Cibirhiza (Apocynaceae: Asclepiadoideae): evidence from pollinium structure and cpDNA sequence data, in Grana, vol. 42, 2003, pp. 70–81, DOI:10.1080/00173130310012549.
  36. ^ Venter H.J.T., Dold A.P., Verhoeven R.L. & Ionta G., Kappia lobulata (Apocynaceae, Periplocoideae), a new genus from South Africa, in South African Journal of Botany, vol. 72, 2006, pp. 529–533, DOI:10.1016/j.sajb.2006.01.002.
  37. ^ Meve U. & Liede-Schumann S., [392:cacspb2.0.co;2 Ceropegia (Apocynaceae, Ceropegieae, Stapeliinae): paraphyletic, but still taxonomically sound], in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 94, 2007, pp. 392–406, DOI:10.3417/0026-6493(2007)94[392:cacspb]2.0.co;2.
  38. ^ Goyder D.J., Nicholas A. & Liede-Schumann S., [423:prisaa2.0.co;2 Phylogenetic relationships in subtribe Asclepiadinae (Apocynaceae:Asclepiadoideae)], in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 94, 2007, pp. 423–434, DOI:10.3417/0026-6493(2007)94[423:prisaa]2.0.co;2.
  39. ^ Ionta G.M. & Judd W.S., [360:pripas2.0.co;2 Phylogenetic relationships in Periplocoideae (Apocynaceae s.l.) and insights into the origin of pollinia], in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 94, 2007, pp. 360–375, DOI:10.3417/0026-6493(2007)94[360:pripas]2.0.co;2.
  40. ^ Lahaye R., Klackenberg J., Källersjö M., Van Campo E. & Civeyrel L., [376:prbdas2.0.co;2 Phylogenetic relationships between derived Apocynaceae s.l. and within Secamonoideae based on four chloroplast sequences], in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 94, 2007, pp. 376–391, DOI:10.3417/0026-6493(2007)94[376:prbdas]2.0.co;2.
  41. ^ Livshultz T., Middleton D.J., Endress M.E. & Williams J., [324:poaata2.0.co;2 Phylogeny of Apocynoideae and the APSA clade], in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 94, 2007, pp. 323–361, DOI:10.3417/0026-6493(2007)94[324:poaata]2.0.co;2.
  42. ^ Wanntorp L. & Forster P.I., Phylogenetic relationships between Hoya and the monotypic genera Madangia, Absolmsia, and Micholitzia (Apocynaceae, Marsdenieae): Insights from flower morphology, in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 94, 2007, pp. 36–55.
  43. ^ Endress M.E., Liede-Schumann S. & Meve U., Advances in Apocynaceae: the enlightenment, an introduction, in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 94, 2007, pp. 259-267, DOI:10.3417/0026-6493(2007)94[259:aiatea]2.0.co;2.
  44. ^ Lens F., Endress M.E., Baas P., Jansen S., & Smets E., Vessel grouping patterns in subfamilies Apocynoideae and Periplocoideae confirm phylogenetic value of wood structure within Apocynaceae, in American Journal of Botany, vol. 96, 2009, pp. 2168–2183, DOI:10.3732/ajb.0800159.
  45. ^ Livshultz T., The phylogenetic position of milkweeds (Apocynaceae subfamilies Secamonoideae and Asclepiadoideae): Evidence from the nucleus and chloroplast, in Taxon, vol. 59, 2010, pp. 1016–1030.
  46. ^ Simões A.O., Endress M.E. & Conti E., Systematics and character evolution of Tabernaemontaneae (Apocynaceae, Rauvolfioideae) based on molecular and morphological evidence, in Taxon, vol. 59, 2010, pp. 772–790.
  47. ^ Fishbein M., Chuba D., Ellison C., Mason-Gamer R.J. & Lynch S.P., Phylogenetic relationships of Asclepias (Apocynaceae) inferred from non-coding chloroplast DNA sequences, in Systematic Botany, vol. 36, 2011, pp. 1008–1023, DOI:10.1600/036364411x605010.
  48. ^ Hechem V., Calviño C.I. & Ezcurra C., Molecular phylogeny of Diplolepis (Apocynaceae-Asclepiadoideae) and allied genera, and taxonomic implications, in Taxon, vol. 60, 2011, pp. 638–648.
  49. ^ Wanntorp L., Gotthardt K. & Muellner A.N., Revisiting the wax plants (Hoya, Marsdenieae, Apocynaceae): Phylogenetic analysis using the matK gene and psbA-trnH intergenic spacer, in Taxon, vol. 60, 2011, pp. 4–14.
  50. ^ Middleton D.J. & Livshultz T., Streptoechites gen. nov., a new genus of Asian Apocynaceae, in Adansonia, sér. 3,, vol. 34, 2012, pp. 365–375, DOI:10.5252/a2012n2a10.
  51. ^ Meve U. & Liede-Schumann S., Taxonomic dissolution of Sarcostemma (Apocynaceae: Asclepiadoideae), in Kew Bulletin, vol. 67, 2012, pp. 751–758, DOI:10.1007/s12225-012-9384-2.
  52. ^ Liede-Schumann S., Kong H., Meve U. & Thiv M., Vincetoxicum and Tylophora (Apocynaceae: Asclepiadoideae: Asclepiadeae) – two sides of the same medal: Independent shifts from tropical to temperate habitats, in Taxon, vol. 61, 2012, pp. 803–825.
  53. ^ Liede-Schumann S. & Meve U., The Orthosiinae revisited (Apocynaceae, Asclepiadoideae, Asclepiadeae), in Annals of the Missouri Botanical Garden, vol. 99, 2013, pp. 44–81, DOI:10.3417/2010130.
  54. ^ Endress M.E., Liede-Schumann S. & Meve U., An updated classification for Apocynaceae, in Phytotaxa, vol. 159, 2014, pp. 175-194, DOI:10.11646/phytotaxa.159.3.2.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàJ9U (ENHE987007294036705171
  Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica